MOSTRA DAL 21/05/2013 al 21/05/2013: MATTEO GALBIATI
Canova

 

ARTEFILM
Conferenze e documentari d’arte

La proposta della Galleria San Fedele, ArteFilm, è una rassegna di documentari e conferenze su temi di arte antica e contemporanea. Si tratta di un momento d’incontro e di confronto in cui è possibile discutere sullo status dell’arte di oggi.
L’ingresso è gratuito.
Il ciclo è  realizzato con il  patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali ed in collaborazione con Cinehollywood. Tra i relatori, anche Matteo Galbiati (già docente presso l'Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia del corso di Ultime Tendenze nelle Arti Visive)


Martedì 14 maggio, ore 18.15
Rubens
con Andrea Dall’Asta SJ

 
Pieter Paul Rubens, uno dei maggiori maestri fiamminghi, ha dominato la scena artistica della prima metà del XVII secolo. Il suo soggiorno in Italia rappresenta una tappa fondamentale della
sua carriera. Opera a Venezia, Genova, Roma e Mantova, ispirandosi all’antichità da un lato
e alla grande arte italiana del Cinquecento, in particolare quella veneziana di Tiziano, Veronese e Tintoretto nonché alla pittura bolognese dei Carracci dall’altro. Pittore particolarmente fecondo e creatore di una delle botteghe artistiche più importanti dell’epoca, è tra i maggiori diffusori di quella che viene considerata l’arte barocca, ottenendo tra le maggiori commissioni da parte delle corti cattoliche europee di Madrid, Roma… Nelle sue opere prevale la complessità e il dinamismo compositivi, la policentricità, l’intrecciarsi continuo di motivi e linee di forze, la pienezza rigogliosa delle forme, lo splendore e la vivacità dei colori e uno straordinario virtuosismo tecnico. In Rubens l’esuberanza barocca raggiunge vertici impensati nel modellato dei corpi, nella bellezza della resa dei tessuti, nel superamento della dicotomia tra carne e spirito, tra sacro e profano. Pittore di profonda ispirazione religiosa è fortemente influenzato dalla spiritualità della Compagnia di Gesù.
 
Titolo: Rubens. Lo spirito della pittura fiamminga.
Produttore: Cinehollywood, 2010
Durata: 50’


Martedì 21 maggio, ore 18.15
Canova
con Matteo Galbiati

 
L’opera di Antonio Canova ha un fascino eterno, che fa di lui non solo il più grande scultore neoclassico, ma uno dei più grandi maestri di tutti i tempi. Il primo filmato propone un viaggio nel luoghi del Canova, in particolare nel Tempio e nella Gipsoteca di Possagno, suo paese natale, ripercorrendo la vita e la produzione artistica dello scultore. Il secondo filmato è dedicato a una delle sue opere più famose e ammirate: Amore e Psiche giacenti , ispirata al celebre racconto dell’autore latino Apuleio. Se forse non è la più grande opera del Canova è certamente quella in cui sa esprimere ed esaltare meglio i canoni della bellezza neoclassica. Scolpita in marmo bianco, è un esempio straordinario di come ricerchi l’effetto della lucentezza, della levigatura del marmo, nella finezza e leggerezza del modellato. Canova ha il grande merito, più di qualsiasi altro scultore dell’epoca, di far rivivere, nelle sue opere, l’antica purezza della bellezza della statuaria greca, ma soprattutto la grazia, superando la sensualità e l’esuberanza rococò. Solo attraverso il controllo della ragione, in un’idealità che solo l’artista può raggiungere evitando le violente passioni e i gesti esasperati, Canova tende a quell’armonia e a quel rigore compositivo che diventeranno i canoni del
classicismo neoclassico.
 
Titolo: Canova. Cantore della bellezza eterna.
Produttore: Cinehollywood, 2009
Durata: 60’
 
 
Martedì 28 maggio, ore 18.15
Riconoscere i santi
con Giovanni Morale

 
Attraverso esempi di arte antica, saranno commentate le immagini di alcuni testimoni della fede cristiana, come santi e patroni, mettendo in evidenza gli elementi iconografici che ne permettono la riconoscibilità. In che modo è avvenuta l’elaborazione della loro immagine? Come questa è stata
tramandata nella tradizione popolare? In questo modo, san Martino può essere rappresentato nelle vesti di un giovane o di un vecchio barbuto, anche se alcuni elementi restano costanti. Sant’Ambrogio è riconoscibile dalla presenza di un alveare e dai flagelli, mentre san Nicola
è sempre caratterizzato da tre borse e da tre bambini, san Biagio da un pettine da cardatore... Partendo da un breve percorso iconologico, nell’accezione della celebre formulazione che ne diede
Erwin Panofsky (in Studi di iconologia , 1939), si prenderanno le mosse dalle caratteristiche iconografiche dei santi, al fine di esaminarne gli aspetti in rapporto allo stile, alle richieste della committenza, alla cultura in cui le iconografie sono elaborate. Secondo Panofsky, infatti, l’iconologia doveva rappresentare uno sviluppo, uno sbocco più completo e perfezionato dell’iconografia, allo stesso modo in cui l’astronomia, grazie alla razionalità dei suoi strumenti, aveva preso il posto dell’antica astrologia.
 

Martedì 4 giugno, ore 18.15
Il Duomo di Siena
con Andrea Dall’Asta SJ

 
Il Duomo di Siena, dedicato a santa Maria Assunta, rappresenta uno dei maggiori esempi di
architettura gotica italiana. La particolare storia della sua costruzione, iniziata negli ultimi decenni
del XII secolo e terminata in pieno XIV secolo, anche se il grandioso progetto di ampliamento
rimase solo allo stato iniziale, evidenzia in modo drammatico la rivalità tra Siena e Firenze che si
concluderà con la sconfitta senese. La facciata è forse la parte più originale della costruzione,
soprattutto nella parte inferiore, opera romanicogotica di Giovanni Pisano che ne curò anche la decorazione oltre che la realizzazione dello splendido pulpito dell’interno. La parte superiore in gotico fiorito è invece opera di Camaino di Crescentino, figlio del più famoso Tino da
Camaino. Relativamente all’interno della Cattedrale, di eccezionale importanza è la celebre Maestà di Duccio di Boninsegna, un tempo collocata sull’altare maggiore e oggi conservata nel museo
dell’Opera del Duomo. Purtroppo smembrata nel XVIII secolo è oggi solo parzialmente ricomposta.
Alcune tavole sono infatti conservate nei maggiori musei di tutto il mondo. Altra opera eccezionale è il pavimento a commessi marmorei, opera unica nell’arte italiana per ricchezza di inventiva, vastità e importanza degli artisti che vi hanno lavorato, come Domenico Beccafumi o Francesco di Giorgio o ancora Pinturicchio.
 
Titolo: Il Duomo di Siena. Patrimonio dell’umanità.
Produttore: Cinehollywood, 2010
Durata: 30’


Si ringrazia Cinehollywood

www.cinehollywood.com
www.cinehollywood.biz

 

Luogo mostra: Galleria San Fedele, Via U. Hoepli 3, Milano