MOSTRA DAL 05/02/2008 al 17/02/2008: KARINA CARRESCIA
Arie dal Rio de la Plata

Martedì 5 febbraio 2008, alle ore 17:30, presso il Saloncino dell'Assessorato al Turismo del Comune di Brescia (piazza Loggia, 6) si inaugura Arie dal Rio de la Plata, rassegna personale dell'artista argentina Karina Carrescia, Visiting Professor 2007-08 presso l'Accademia SantaGiulia e docente del corso di Pittura II.

La mostra resterà aperta sino al 17 febbraio 2008, dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 18:30, la domenica dalle 9 alle 13. Sabato 9 febbraio 2008, alle ore 16:00, è previsto un incontro con l'artista. Tutti i docenti e gli studenti sono invitati a partecipare.

http://www.accademiasantagiulia.it/carrescia.asp

Karina Carrescia è nata nel 1972 a Buenos Aires, in Argentina. Formatasi nel disegno e nella pittura sin dalla più tenera età, si è diplomata presso la Scuola Nazionale di Belle Arti Prilidiano Pueyrredón di Buenos Aires. Dopo un soggiorno in Europa (1996), nel 1998 ha cominciato a lavorare in qualità di docente alla Scuola Nazionale Pueyrredón, mentre nel 2001 ha viaggiato negli Stati Uniti per esporre le proprie opere. Oltre a dipingere tiene attualmente corsi di pittura, disegno e anatomia artistica. I suoi disegni e dipinti, attualmente conservati in collezioni private argentine, spagnole e statunitensi, sono stati esposti – oltre che in numerose gallerie private argentine – presso la Biennale di San Paolo del Brasile, in Finlandia (come premio per un concorso da lei vinto) e negli Stati Uniti (Las Vegas). È Visiting Professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia “SantaGiulia”, ove tiene per l’aa 2007/08 il Corso di Pittura II.  

Arie dal Rio de la Plata

  “Mi sembra una bugia affermare che Buenos Aires abbia avuto un inizio: io la considero eterna, come l’aria o l’acqua”.

Jorge Luis Borges “Buenos Aires”. Buone arie! Il toponimo della capitale argentina ricorda la salubrità, mentre le acque del Rio de la Plata segnano in maniera tangibile la veduta della grande metropoli. Ma alla pittrice Carrescia interessano le “arie” del fiume: “arie” musicali, che dicono – forse più di ogni altro linguaggio – di un paesaggio fortemente antropizzato in cui pure la dimensione naturale si palesa sin dai titoli (Aria azzurre, Nel cielo…) che ci instradano a vedere i diversi dipinti. Si pensi ad esempio a Il ponte della donna (Puente de la mujer): una struttura tecnicamente avveniristica e di straordinaria potenza plastica – chiaro segno di un intervento umano – che si fonde indissolubilmente con le acque del fiume e con le sfumature cangianti del cielo, in una veduta insolitamente ampia e dal forte calore cromatico. 

Diverse sono le influenze che contribuiscono a determinare la pennellata di Karina Carrescia. I suoi pittori, i più amati, sono quelli della grande stagione secentesca: Rembrandt, Vermeer e Caravaggio. Ma la derivazione più evidente è forse quella di matrice tardoimpressionista. È lei stessa, del resto, a menzionare Monet e Whistler tra i propri punti di riferimento ideali: e guardando Capriccio dorato e rosa, così come Variazioni in azzurro ceruleo si percepiscono senz’altro sia una ponderata riflessione sulle ultime, calde ninfee del pittore francese (in Capriccio…), sia la suggestione delle sinfonie e degli accordi cromatici dello statunitense, alla cui inesausta ricerca dell’effetto armonico totale sembra avvicinarsi la tendenziale monocromìa di Variazioni.

Ecco allora la chiave di volta: arie, variazioni, capricci e adagetto tutti termini mutuati dal repertorio musicale e che perciò ben si adattano a quella sintonizzazione con l’ambiente che il rapprendersi del colore di Veduta del Retiro e di Arie azzurre realizzano.

Contrasti di luce, dunque. Sfumature e velature, riflessi e rifrazioni, brume indistinte e brillanti chiarori solari ci immergono per un attimo nelle Arie del rio de la Plata. E bisognava «lavorare le ombre per creare la luce», perché «non c’è luce se non c’è ombra» testimonia Karina Carrescia  Ed è per noi interessante – oggi – soffermarsi su un’artista che persegue con passione e coerenza l’antica strada del disegno e del concreto lavoro in studio, senza abbandonarsi al verbo sin troppo dogmatico dell’innovazione disordinata.

Luogo mostra: Brescia, Saloncino del Turismo

ayres azules.jpg capricho dorado y rosa.jpg desde las alturas.jpg paraiso .jpg Plaza san martin[2]..jpg puente de la mujer.jpg sin titulo.jpg variaciones en ceruleo.jpg Vista de Puerto Madero 2.jpg vista del retiro.jpg