MOSTRA DAL 19/02/2015 al 05/03/2015: DAVIDE PERONI alias BRUNO VANDYKE
La metamorfosi, il cambiamento, la rinascita

Le opere esposte si fanno portavoce di quella che è la tematica più ricorrente nel percorso artistico di Davide Peroni(III anno, scuola Pittura) in arte Bruno Vandykela metamorfosi, il cambiamento, la rinascita.
Questi lavori hanno il compito di avvisarci - con un monito - di quanto il passato sia in stretta connessione con il futuro, e di come quest'ultimo possa gravare su di noi, trascinato dal peso greve dei ricordi.
Ed è per questo che sono state scelte le bambole, come emblema dell'infanzia (individuale e collettiva) che ci pare sempre più antica e distante, che comunque sia ci trasciniamo gelosamente nel presente, come sabbia fra le dita.
Ma le bambole vengono anche scelte, come simbolo della contemporaneità, in cui tutto è assemblabile, smontabile, riciclabile, dove la bambola più bella, viene gettata via non appena ce ne viene regalata un'altra. In cui il "niente" non esiste più, e il "tutto" è il nuovo "niente".
Queste opere, sono quindi delle storie, che vanno lette attraverso simboli ed archetipi universali, filtrati dalla singolarità di ognuno, e condizionati dalla storia passata, rendendoli così dei simulacri su cui riversare la propria interiorità e i propri ricordi.
Non a caso, quindi, la scelta di trasformare i lavori in bislacchi oggetti, fra il mistico e il sacrale, o l'utilizzo di simbologie tipiche di più culture o religioni, fuse assieme a segni e parole inventate basandosi su una lettura del presente.
Nei suoi lavori è caratterizzante l'utilizzo di oggetti che hanno già avuto una loro vita, che vengono poi distrutti, per essere fatti rinascere con una nuova identità. Un ciclo necessario, che comprende una caduta e una liberazione, che arriva solo dopo la totale accettazione di quanto profonda possa essere stata la fossa in cui siamo caduti, ed  così che queste bambole ci parlano, mettendo in mostra il baratro umano.

A-PART II
Questo lavoro prende in considerazione l'Amore e la Morte, li mette a confronto, e ci mostra quanto sia teso il filo che li lega.
Una donna, del tutto surrealista, si pone allo spettatore con le sembianze di un enorme alambicco, nel cui ventre cela una bambina senza arti, trascinata sul fondo dal peso di un grosso cuore rosso.
La sommità dell'opera è costituita da una sorta di pagoda cinese a sei facce, sui cui sono rappresentate le 6 montagne da scalare per riuscire a raggiungere la verità dell'Amore.

LA VERGINE DEL CUBO
Si tratta di una riproposizione dell'immagine iconica di Maria Maddalena, che peregrinò per molto tempo sola, la sua bellezza venne coperta dai sui lunghissimi capelli, uno dei più grandi esempi di ascesi ottenuta attraverso la liberazione del materiale e l'allontanamento dal Mondo. Quest'opera tratta questo tema, infatti: l'abbandono di qualsiasi legame, un successivo mutamento, per giungere ad una redenzione.



BIOGRAFIA
Bruno Vandyke nasce a Provaglio d'Iseo il 27 Giugno 1992.
Segue gli studi di indirizzo artistico presso il Liceo Scientifico Leonardo di Brescia, dove riesce a sperimentare varie tecniche artistiche, che lo influenzeranno negli anni a venire (come per esempio la performance art, il body painting, il teatro e la scultura).
Nel 2011 si iscrive al corso di teatro del D.A.M.S. di Bologna, che lo porterà ad un riavvicinamento al palcoscenico e alle arti performative.
Nel 2012 inizia il percorso di studi presso l'Accademia di belle arti Santa Giulia di Brescia, frequentando il corso di pittura.
Sarà qui che sperimenterà l'uso dell'arte figurativa, dedicandosi in particolar modo alla pittura ad olio, e all'utilizzo di collage fotografici in seguito dipinti.
Il 10 Maggio 2014 inaugura, assieme ad altri tre ragazzi dell'accademia (Benjamin Thomas Manfredini, Fabio Cavallari e Lorenzo Sangiovanni) "The House - Art Project", uno studio/spazio espositivo, ubicato nel centro di via San Faustino a Brescia.

"Tutto il mio lavoro si incentra sull'utilizzo di oggetti o materiali già usati, dimenticati e magari buttati via. 
Ho iniziato il mio percorso dipingendo donne con corpi deformi. Un corpo imperfetto, mutilato, mi permetteva di scherzare con grande ironia su vari aspetti della nostra società.
Quasi per caso ho sperimentato la tecnica del collage, ritagliando parti anatomiche di persone ritratte in fotografia, per poi rincollarle andando a ricreare degli esseri malformi, dei fantocci depersonalizzati e privi di morale.
La mia sperimentazione si è spinta anche all'utilizzo di animali imbalsamati. A quest'ultimi, trovati nei mercatini dell'usato, davo un nome, una nuova identità e una nuova storia personale. Con l'utilizzo di bisturi li scomponevo, per poi ricucirli. Creando dei veri e propri mostri di Frankestein, con una loro biografia a testimonianza della loro rinascita.
Ma è con l'utilizzo di bambole di porcellana, che sono riuscito a trovare la maggiore libertà di espressione. Ricreo dei veri e propri teatri dello "strano", cercando di caricarli di un alone sacro, molto privato e certamente criptico.
Parallelamente a questi lavori, sto realizzando una serie di illustrazioni o libri illustrati, utilizzando vecchi manuali in cui, eliminando parole o intere parti di discorso, vado a ricreare una nuova "storia evocativa", da cui poi realizzo un'illustrazione, sempre partendo da un disegno già presente nel libro."

CLICCA QUI PER SEGUIRE LE ART EXIBITIONS IN CORSO MAMELI

Luogo mostra: Corso Mameli 54, Brescia

DSC_0208.jpg DSC_0216.jpg DSC_0229.jpg