MOSTRA DAL 28/05/2015 al 28/05/2015: ROSSELLA CAPRETTI e ALESSANDRA ABATE
Installazioni e performance

Giovedì 28 Maggio alle ore 10.00, presso il Laboratorio di Arti Visive dell'Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia, in via Sant'Eustacchio, si terranno due performance scaturite dal corso di Tecniche Plastiche della Docente Rita Siracusa.

"La Metamorfosi" e "Nevermore", delle studentesse Rossella Capretti e Alessandra Abate.

LA METAMORFOSI
L'opera nasce dall’idea di rappresentare il desiderio di metamorfosi che sento come tematica importante per la mia espressione artistica. La farfalla, prima di divenire tale, affronta quattro diverse fasi di formazione: uovo, bruco, crisalide e farfalla; è nella fase della crisalide che l’animale subisce la trasformazione più radicale ed affascinante cioè quella da essere strisciante e di terra ad essere volatile e di cielo. La crisalide è fonte di interesse e di studio già dall’antichità, una credenza greco- romana, ad esempio, considerava la farfalla simbolo dell’anima liberata dalla materia del corpo.
Proprio per questo motivo Rossella ha scelto la crisalide per realizzare l'installazione, per rappresentare il desiderio di rinascita e metamorfosi. All’interno della crisalide ha inserito una fotografia che la ritraeva sott’acqua, realizzata per un precedente lavoro che rappresentava la rivincita del personaggio di Ofelia dell’Amleto di Shakespeare, la quale profondamente delusa dal comportamento del proprio amato fu trovata morta in un corso d’acqua; attraverso il suo lavoro ha voluto donare a questo personaggio, spesso rappresentato nel mondo dell’arte, un aspetto sereno e disteso come se, almeno dopo la morte, tutti i tormenti vissuti l’avessero abbandonata e lei avesse finalmente trovato la serenità e la gioia che in vita le erano mancate, questa immagine di rinascita e serenità trova ulteriore forza nell’inserimento all’interno della crisalide poiché attraverso la metamorfosi a Ofelia viene offerta una seconda possibilità. L’elaborato finale, essendo costituito da una fotografia, elemento bidimensionale, mostra due facce: una costituita dalla sola materia (ovatta, melinex e rete di plastica) e l’altra dall’unione tra la materia e la sua immagine.

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NEVERMORE 
Protagonista dell’opera è un corvo di nome Nevermore che, contrariamente a tutti gli altri esemplari della sua specie, non si nutre di vermi, insetti e bacche, ma delle parole della poesia. La sua particolarità lo rende unico nel suo genere, e per questo si chiama Nevermore, che vuol dire “mai più”.
Meticolosamente questo strano corvo raccoglie testimonianze scritte che parlano della sua specie animale, spaziando dalla Bibbia, alla celeberrima poesia di Edgar Allan Poe, in cui il corvo pronuncia appunto un’unica parola: “Nevermore”.
Nell’installazione compaiono anche delle piume nere, che oltre a ricoprire la pelle del volatile sono anche strumento per la scrittura della poesia, e quindi elemento che chiude il ciclo vitale del corvo.
Alessandra ha voluto esprimere con questi termini una metafora non solo di se stessa, ma di tutto il genere umano, unica specie animale a nutrire una “fame” dell’anima oltre a quella del corpo, la quale viene soddisfatta con la poesia della bellezza. Per appagare questa stranissima e biologicamente inspiegabile necessità l’arte esiste, o almeno, questa è la visione di Alessandra e Nevermore.

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Luogo mostra: Laboratorio di Arti Visive dell'Accademia SantaGiulia - via Sant'Eustachio

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