MOSTRA DAL 18/06/2015 al 18/06/2015: ANNALISA GREGORIO E e CHIARA FAINI
'Quattordici-diciotto' e 'Inno alla vita'

QUATTORDICI-DICIOTTO

La Prima Guerra Mondiale è stata caratterizzata dall’introduzione delle scatolette di latta, impiegate per ovviare al problema del trasporto e soprattutto della conservazione degli alimenti destinati ai soldati in trincea.
Nel corso del conflitto vennero distribuite, ai soldati italiani, circa duecento milioni di scatolette. Esse, con la presenza di colori brillanti e la pregevole grafica dei marchi, contenevano 220 grammi di tonno e di carne ciascuna, ma potevano essere consumate solo con l’autorizzazione del superiore, ovvero quando mancava il rancio caldo prodotto dalle cucine da campo.
Alcune scatolette erano etichettate con nomi patriottici “Antipasto finissimo Trento e Trieste” , “Alici alla Garibaldi”, “Filetti Savoia” e su di esse compariva spesso il tricolore italiano.
Il colore è l’aspetto che prendiamo principalmente in considerazione quando ci apprestiamo a scegliere un alimento, e la caratteristica che prima di tutto ci rende possibile provare la sensazione di diffidenza. Motivo per cui le scatolette ne vengono private, risultando completamente bianche.
Le scatolette vengono installate a pavimento, in quanto proprio a terra venivano consumate e li sono state in parte ritrovate. La disposizione non risulta precisa ma confusa e movimentata, a ricordare i disordini che hanno scatenato la Guerra.

Annalisa Gregorio nasce a Brescia il 20 Dicembre del 1988. Nel 2013 si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (Italia). Attualmente frequenta il biennio specialistico in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia a Brescia (Italia). 

INNO ALLA VITA

“La vita e' una enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.” (Danny Kanye)

La vita è dirompente: esplode come e quando vuole, si espande,sposta le montagne,raggiunge chi vuole,quando vuole.
Nulla è più forte e delicato della vita: ho voluto esprimerla con il colore e con i riccioli ispirandomi ad una immagine naturale che mi aveva enormemente colpito: un piccolo germoglio di felce, un minuscolo ricciolo verde di tenera foglia era stato capace di rompere lo strato di asfalto di una strada su cui stavo camminando, dirompendo alla luce per affermare la sua immensa forza vitale.
La vita non si lascia imprigionare, riesce ad espandere la sua vitalità, forte anche dinnanzi agli innumerevoli ostacoli creati dall'uomo, dinnanzi alle briglie, alle reti, alle costrizioni: se la vita vuole imporsi supera tutto.

Chiara Faini nata a Brescia il 25-01-1990, studia lavora e vive a Brescia.
Fin da giovanissima si avvicina al disegno ed al mondo dell'arte anche grazie alla presenza della nonna pittrice e della mamma" disegnatrice di sogni". Dal momento in cui si è resa conto di quale poteva essere la sua strada,impugnando pennelli e tavolozza ed alternativamente una piccola macchina fotografica compatta,ha iniziato a provare ad esprimere timidamente il suo mondo.
Frequentando l'Istituto Superiore d'Arte si avvicina e fa sue diverse tecniche espressive. Avendo conseguito al terzo anno il diploma di Maestro d'Arte, e, in seguito la Maturità, la naturale inclinazione la porta ad iscriversi presso l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia ed a frequentare il corso di Decorazione Artistica - Interior Design.
Al secondo anno sceglie la strada specifica di Decorazione perché più vicina alla sua sensibilità. E' in quel momento che,iniziando il suo percorso di Ricerca Personale, riesce a trovare il canale della sua espressione. Lavorando con scatti fotografici e studio della linea,sinuosa e delimitante figure femminili, ispirandosi a Modigliani e Moore, inizia a creare le "Donnine".
Da immagini bidimensionali rappresentate su molteplici tipi di materiale e da svariate tecniche applicative, giunge,grazie alla stampa 3D, alla creazione di immagini tridimensionali effimere, delicate e suadenti.
In seguito ad un viaggio a New York, dove ha potuto avvicinare l'arte africana arcaica,sviluppa lo studio di Aisha: con questa opera partecipa alla Mostra di Palazzo Martinengo e al concorso Premio Nocivelli. La sua ricerca non si ferma e nell'anno di Tesi di Laurea Triennale sviluppa come ultima opera 3D No Name.
Ora, iscritta al quinto anno di Specialistica, continuando il suo cammino rinnova l'espressione artistica incentivando l'uso della fotografia digitale per supportare lo studio grafico-pittorico. L'uso di materiali alternativi e innovativi ,legato ad una maggiore interiorizzazione della visione della vita femminile la sta conducendo verso nuovi percorsi espressivi. In questo anno di studi approfondisce la sua ricerca interiore prendendo in considerazione l'ambito delle radici dei mali della società che individua e rappresenta con la serie dei "7 peccati capitali". Tra le ultime realizzazioni ritroviamo la serie dell'"Inno alla vita" in cui Chiara intende rappresentare la forza della vita, la sua resistenza di fronte alle sfide continue a cui l'umanità la sottopone e la pretende di imprigionare. Tornando al colore e utilizzando sempre la stampa 3D Chiara sperimenta nuove forme espressive cercando di rappresentare il suo sentire esplorando ogni possibile orizzonte le si presenti. 

Le performance si terranno alle ore 12.00 presso il Lab. di Arti Visive dell'Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia in via Sant'Eustacchio.

Luogo mostra: Aula di Arti visive - laboratori dell'Accademia SantaGiulia, via S. Eustacchio

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