MOSTRA DAL 18/12/2015 al 18/04/2016: VIVIANA BERTANZA
YOUNG ARTISTS IN THE CORNER: COSTELLAZIONE

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia intende operare per promuovere, valorizzare e consolidare il percorso ed il ruolo dei giovani artisti sul nostro territorio. 

A tale proposito si è pensato ad uno strumento agile che possa gratificare i giovani talenti e allo stesso tempo consolidare il rapporto con gli istituti di alta formazione artistica  e le università cittadine.
Per questa finalità è nato un progetto semplice e agile: una parete di 220 cm x 220 cm e un pavimento di 300 cm x 300 cm in cui progettare un piccolo allestimento.

Questo nuovo progetto che lega Assessorato ed Istituti universitari artistici al fine di sviluppare la visibilità di giovanissimi artisti viene realizzato nell’androne d’accesso degli uffici dell’Assessorato, un luogo fortemente caratterizzante, in quanto collocato all’interno del complesso Museale di Santa Giulia e visitato quotidianamente da persone del mondo culturale bresciano e non solo.
In questo piccolo ma autonomo spazio il giovane artista è chiamato a ricreare il proprio universo attraverso un'installazione di opere e oggetti che rimarranno alla visione pubblica per un quadrimestre.

La scelta del primo giovane nasce da un caso fortunato e cioè dal premio che la giovane Viviana Bertanza, studente del II anno del biennio specialistico di Arti Visive Contemporanee dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia, ha recentemente ricevuto al concorso PREMIO INTERNAZIONALE PAS (PREMIO AIMC STUDENTI) organizzato dall’’Associazione Internazionale Mosaicisti contemporanei, AIMC, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, nell’ambito del Primo Festival Internazionale del Mosaico Contemporaneo RavennaMosaico.

L’installazione “Costellazione” verrà presentata al pubblico a partire dal prossimo 18 dicembre alle ore 10, alla presenza del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Laura Castelletti, di Viviana Bertanza e dei Direttori delle due Accademie di Belle arti cittadine, Riccardo Romagnoli e Roberto Dolzanelli.

Nel prossimo mese di Aprile, a finire nell’angolo sarà invece uno studente segnalato dalla Laba.


NOTE SULL'ARTISTA

Viviana Bertanza nasce il 2 agosto 1990 a Iseo. Vive a Brescia.
Da settembre del 2000 a luglio del 2004 ha vissuto a Lione, in Francia.
Nel settembre 2013 ha conseguito il Diploma di primo livello in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, dove attualmente sta conseguendo il Diploma accademico di secondo livello in Arti Visive Contemporanee. 

Mostre personali

2015

Antologia dell'idiota cosmico, performance a cura di V. Bertanza, Brescia, Accademia SantaGiulia, 16, 23 aprile e 6 maggio 
Settantaquattro ritratti per la città, all'interno del progetto „Amo corso Mameli“, a cura di R. Siragusa, Brescia, negozio sfitto in corso Mameli 54, 9-21 marzo

2013
Fuori dal quadro, a cura di N. Arici, Riva arredamenti, Brescia, 4-25 maggio

Mostre collettive

2015

Quidam quidem irridebant, a cura di A. Morandi, NiArt gallery, Ravenna, 30 maggio-13 giugno;
Chunk. Open call for artists, a cura del Team Caef, Brescia, chiesa di S.Filippo e Giacomo, 23-30 maggio
La grande guerra e oltre, a cura di A. Morandi, Provaglio d'Iseo (BS), monastero di San Pietro in Lamosa, 25 aprile-2 giugno
Giornate FAI di primavera, a cura di R. Siragusa, Brescia, Piazza del Foro, 21-22 marzo

2014
A testa in giù, a cura di A. Mancassola e D. Quaranta, Brescia, cinema Eden, 3-4 ottobre; 
UniBs days, a cura di F. Tocchella, Brescia, Chiostro del Carmine, 24 maggio
Novity Day. The work of art the art of work, a cura di A. Morandi, Brescia, centro direzionale Tre Torri, 22 maggio
Archeologia e arte contemporanea, a cura di R. Siragusa, Brescia, Teatro Romano, 22-23  marzo;
Giovani talenti conquistano il castello, II edizione, a cura di A. Morandi, Brescia, Castello, Grande Miglio, 15 febbraio-2 marzo;

2013
Le Metamorfosi arte-uomo-natura, a cura di P. Sacchini, Brescia, Palazzo Martinengo, 13 giugno-7 luglio;
Nessun dorma, a cura di Casa della Memoria, Brescia, Wave  Photogallery, 25-30 maggio;
Giovani talenti conquistano il castello, I edizione, a cura di P. Ricci, Brescia, Castello, Piccolo Miglio, 8 febbraio-3 marzo; 
Improvvisazioni a Km 0, a cura di Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, Desenzano del Garda, provincia di Brescia, galleria civica Villa Brunati, 27-28 aprile;
Group exhibition, a cura di P. Ricci e A. Ghilardi, Leno, provincia di Brescia, Liceo socio-psico-pedagogico Capirola, 29 maggio-5 giugno;
Noi abbiamo contemplato la sua gloria, a cura di P. Ricci, Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore, 12-19 dicembre.

2012
Art Diary, a cura di M.C. Sammarco, Milano, Galleria Circuiti Dinamici, 8-24 ottobre.

Cataloghi

2015

Quidam quidem irridebant, a cura di Albano Morandi, catalogo della mostra „Quidam quidem irridbant“,tipografia cremonese.
Chunk. Open call fort artists, a cura del Team Caef, Accademia SantaGiulia di Brescia. Disponibile online su http://www.lulu.com

2014

Arte dell'interazione. Manufatti creati per trasmettere un messaggio da Augusto ad oggi, a cura di M. Marella, catalogo della mostra „Archeologia e arte contemporanea“, Brescia, Giornate FAI di primavera, 22-23 marzo, Tipografia Camuna S.p.a., finito di stampare nel mese di luglio.


“La Costellazione di Viviana Bertanza ci proietta in una dimensione lucente, che intende però riflettere sulla sostanziale inconoscibilità ed incomunicabilità (dunque si potrebbe dire, per paradosso, sulla sostanziale “oscurità”) del sacro. La luce è da sempre simbolo del divino per la sua straordinaria capacità di essere e di far sentire sensibilmente la propria presenza e la propria azione senza essere materialmente tangibile. Nel caso specifico di Costellazione, la luce che permea l’opera giunge ai nostri occhi riflessa da cd per così dire “rielaborati”, nei quali il complesso di policarbonato e metallo è prima ricoperto con uno strato di foglia oro, e poi sottoposto ad operazioni di bruciatura che fanno accartocciare il materiale, il quale infine – una volta lasciato raffreddare liberamente – continua a contorcersi, scosso dalle ferite, sino a riacquistare un nuovo equilibrio ed una nuova fisionomia. In termini generali, la Bertanza lavora principalmente sul concetto di “miopia”, ovvero su quel difetto visivo che da un punto di vista pratico – come tutti sappiamo – impedisce di vedere bene a distanza, ma che più correttamente, sotto l’aspetto ottico e medico, consiste fondamentalmente nell’incapacità di mettere a fuoco il reale, non solo a distanza ma anche – ad esempio – verso la “periferia” del nostro sguardo, permettendoci una visione veramente efficace solo in prossimità dell’oggetto e al centro del nostro cono visivo. Dinnanzi a tale difficoltà, per comprendere ciò che l’occhio vede (o forse meglio non vede) il cervello deve intervenire attraverso un’interpretazione ulteriore, effettuata secondo i filtri della memoria, dell’intuizione e della logica, dal complesso dei quali – secondo la Bertanza, ed è questo che più le interessa – ha a propria volta origine la creatività. Concretamente, dunque, ciò che l’artista intende fare nei propri lavori è appunto “sfocare” gli oggetti (più o meno trovati) che sono al centro della sua attenzione, renderli “miopi” attraverso operazioni defunzionalizzanti di matrice dadaista, che dell’oggetto stesso intendono negare l’utilizzo di base; e nel caso specifico di Costellazione, evidentemente queste operazioni sono proprio la ricopertura con foglia oro e la bruciatura, che appunto “sfocano” metaforicamente i cd sottraendoli alla loro funzione. E la riflessione sul “sacro” dov’è? Solo nel riferimento (anche un po’ “ravennate”, se vogliamo) alla luce e al fondo oro? No, certamente non solo in questo. La questione è più complessa e riguarda soprattutto l’ineffabilità del sacro: perché ricoprendo d’oro, deformando e bruciando i cd la Bertanza ha soprattutto reso inconoscibili i “messaggi” (le parole, le musiche, i dati) che su questi supporti digitali erano registrati, per alludere appunto in tal modo all’impossibilità di “spiegare” razionalmente la sacralità. Infatti, spiega l’artista, essa «come potrebbe essere definita se non come una serie di testi permeati da una simbologia arcaica celata dal filtro del tempo e del mistero di una lettura oggi pressoché inarrivabile?».”

(Paolo Sacchini)

Luogo mostra: Museo di Santa Giulia, Brescia

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