MOSTRA DAL 04/11/2016 al 25/11/2016: NICOLA ROLETTI e LUCA ROMAGNOLI
Dialoghi collettiva a cura di Linda Lachkar

“Dialoghi” è una mostra organizzata e curata da Linda Lachkar, presso lo studio-galleria Galgarte di Bergamo.
La mostra, che quest’anno vede la sua prima edizione (dal 4 novembre al 25 novembre), vuole proporsi come un appuntamento annuale con protagonisti i giovani artisti emergenti del territorio Lombardo.

Perché “Dialoghi”?
Innanzitutto il dialogo, appunto, con i giovani artisti.

Alcuni di loro stanno ancora frequentando le accademie, altri hanno appena concluso gli studi ed altri ancora sono da sempre autodidatti; la cosa che li accomuna, seppur grande talento e creatività, è la difficoltà di trovare un proprio spazio all’interno del mondo dell’arte, di far sentire la propria voce.

Si offre loro questa possibilità, dando allo stesso tempo l’occasione ai fruitori di conoscere questa nuova generazione di idee. Le discipline artistiche interessate sono diverse (fotografia, pittura, scrittura, installazione, video e performance) e diverso è anche il modo con cui vi si approcciano i giovani talenti; parliamo di sperimentazioni, di unioni tra diverse discipline, di usi non convenzionali dei mezzi artistici, di nuovi mezzi artistici. Incontri e dialoghi tra artista e spettatore ma anche tra le discipline artistiche stesse.

Arte è comunicazione, e la comunicazione è fatta da persone che vogliono dire qualcosa e persone che vogliono ascoltare.
“Dialoghi” è l’opportunità per tutto ciò.

Nicola Roletti e Luca Romagnoli, studenti al terzo anno della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte dell'Accademia SantaGiulia, presentano un'opera di VIDEOMAPPING.

Il Videomapping non è altro che il punto di arrivo di una serie di ricerche che affondano le loro radici nella stagione dell’avanguardia storica e che si basano sull’utopia – un’utopia concretizzabile – che si possa fuoriuscire dalla rigida cornice dello schermo cinematografico, così come con i futuristi si era già sconfinato oltre i bordi della cornice pittorica, invadendo lo spazio. Il mondo è diventato un immaginario da vivere in tempo reale, non isolandosi e perdendosi in altri universi attraverso un casco (realtà virtuale, ES. Oculus Rift) ma condividendo questo viaggio nell’iperspazio insieme ad altre persone (realtà aumentata). Del resto l’evoluzione tecnologica se da un lato ci ha spinti verso una visione individuale e intima mediante dispositivi palmari, dall’altra ha esaltato la possibilità di creare megavisioni collettive trasformando in schermi le facciate dei templi, teatri, strutture architettoniche di vario tipo fino a renderli mediabuilding, ma non solo, hanno esaltato ciò che ogni struttura ha di artistico. Più chiaramente, è come fare un’upgrade su una facciata di un palazzo (in realtà qualsiasi tipo di struttura/oggetto) e renderla così immortale e mistica. L’arte si è sempre posta l’obiettivo di sedurre e di coinvolgere, anche percettivamente lo spettatore e la frase che i futuristi scrivono nel Manifesto tecnico della pittura del 1912, ovvero: “porremo lo spettatore al centro del quadro”, è un obiettivo che gli artisti si prefiggevano nel XV, così come nel XVII e nel XX secolo. L’unica differenza è che oggi, grazie alle nuove tecnologie, possiamo metterlo in pratica. Tuttavia, non è consigliabile considerare la tecnologia come anello del Re Mida, come la soluzione a tutti i problemi. La tecnologia senza la fantasia non serve a nulla. La tecnologia è solo una base su cui costruire un percorso creativo, spesso in controtendenza. Bisogna imparare la tecnica per superarla, innovarla, anche attraverso gli errori che consentono agli artisti, avvezzi a servirsi delle tecnologie senza diventarne schiavi, di creare uno stile. Solo così l’evoluzione andrà avanti, scoprire l’ignoto, portare alla luce la propria scintilla creativa.

Possiamo quindi definire il videomapping una particolare forma di realtà aumentata. Quando parliamo di realtà aumentata possiamo affermare che essa consiste nell’arricchire, con la mediazione e l’uso di computer, la percezione sensoriale umana con l’aggiunta di ulteriori informazioni rispetto a quelle recepite dall’osservatore. La realtà può essere “aumentata” attraverso vari dispositivi come uno smartphone, delle cuffie, una webcam o nel nostro caso specifico attraverso l’uso di un videoproiettore. A differenza di quanto accade nella realtà virtuale in cui le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente sono prevalenti, nella realtà aumentata l’osservatore continua a percepire e ad interagire con la realtà fisica acquisendo però informazioni aggiuntive.


DIALOGHI rimarrà in mostra fino al 25 novembre
Orari di apertura: 
▸ Martedì - Venerdì 16.00 / 19.00
▸ Sabato 9.30 / 12.30 - 16.00 / 19.00

Luogo mostra: Galleria Galgarte - via del Galgario 13, Bergamo

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