MOSTRA DAL 29/08/2007 al 29/09/2007: CLELIA ADAMI
Segno e materia

La materia espressiva
E’ la figura umana il ricorrente soggetto che compare nelle opere dell’artista bresciana: gli individui sono infatti sempre isolati, racchiusi in uno sfondo mai definito da prospettive e orizzonti.
Volti, corpi e particolari sono caratterizzati da uno strettissimo taglio che ammette esclusivamente la figura, unico interesse dell’opera.
Sguardi fissi, al di fuori del quadro, colti in espressioni apparentemente tranquille, sono in profondità carichi di sgomento e malinconia, di una consapevolezza quasi inquietante.
Volgendosi alla pittura graffiante e cruda di Schiele e alla straordinaria forza coloristica di Kokoschka, è attraverso un espressionismo tedesco che la pittrice esprime il fluire ininterrotto e intangibile delle emozioni.
La loro trasfusione, tramite mezzi stilistici, vede il pennello sostituito da spatole o attrezzi di occasione, mostrando l’intensità energica della pittura in tutta la sua aggressività.
E’ attraverso i vigorosi colpi di spatola che le posture statiche acquistano movimento, la polvere di fusagine viene trascinata dal colore ad olio tipicamente pastoso, ancora carico di ogni sua proprietà corporea.
La stesura cromatica sempre più densa e rappresa, interrompe l’immagine inghiottita dall’impasto di pittura incrostata.
La chiarezza del tratto e la sicurezza del segno sono i mezzi attraverso i quali ritratti e autoritratti ricercano una palpitante umanità, percorsa da un senso di calda partecipazione emotiva, in grado di emanare il valore spirituale dell’opera.
A volte tormentati, sofferenti o desolati, i soggetti sono infatti la trasposizione di uno stato d’animo personale sempre mirato ad una profonda introspezione dell’autrice.
Attraverso lo studio del grande filosofo Deleuze, ella ha appreso le teorie dell’espressione della sensazione riguardanti la pittura da Bacon e Freud, oltre alla magistrale modulazione del colore di Cézanne.
Anche la superficie delle sculture rappresentate in forti tensioni muscolari è costantemente tormentata, graffiata, manipolata dall’artista che in questo modo esprime il proprio temperamento, lasciando impronte, grezze rugosità, profondi solchi che evidenziano la carica gestuale già riscontrata nei suoi dipinti.

Luogo mostra: San Gervasio Bresciano, Ristorante D&Gustibus

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