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MOSTRA DAL 10/06/2012 al 25/06/2012: MILENA BERTA
Aperto_2011

L'edizione 2011 di aperto_ si svolge in Alta Valle Camonica, nei comuni di Edolo, Incudine, Monno, Vezza d'Oglio, Vione, Temù e Ponte di Legno. Ognuno di questi è il campo di lavoro degli artisti, protagonisti e attivatori di un processo relazionale che coinvolge l'abitante come fruitore e, in alcuni casi, anche come partecipante al processo artistico. Egli può inserirsi dunque in un percorso condiviso di cui l'opera non è momento conclusivo, ma punto di apertura verso nuove fasi di ciò che il lavoro dell'artista ha saputo attivare. Gli interventi artistici esplorano i valori culturali e sociali delle comunità, intervenendo su ambiti e luoghi scelti in collaborazione con le amministrazioni locali.
I Visiting Professor per l'edizione 2011, sono Andrea Caretto e Raffaella Spagna che, oltre a seguire i lavori degli artisti selezionati, hanno realizzato un'opera per uno dei sette comuni, sintetizzando in essa alcune delle istanze più significative di questa edizione.

La studentessa Milena Berta ha collaborato con l'artista Torinese Cosimo Veneziano, nel comune di Edolo.

http://www.vallecamonicacultura.it/aperto2011/veneziano.php
http://www.undo.net/it/my/aperto2012/94/242

La fine del mondo e il paese delle meraviglie.

L’installazione creata a Edolo dal torinese Cosimo Veneziano è un monumento non monumento. Non celebra infatti un particolare momento della storia del paese, né commemora uno dei suoi protagonisti; ma è un libro di storie, racconti che – per quanto privati – appartengono in maniera estesa a tutta la comunità. L’artista intaglia e incide a fuoco su uno dei due cedri a disposizione, e grazie alla collaborazione di Milena Berta per le campiture trattate a pirografo, sei sezioni che riproducono dei disegni ricavati da fotografie d’epoca raccolte in archivi amatoriali di alcuni abitanti di Edolo.
Attraverso pochi segni, nella ricerca di una sintesi concettuale oltre che grafica, Veneziano ricostruisce un racconto trasversale della cittadina, una storia dell’architettura locale intrisa di negoziazioni tra le diverse parti chiamate in causa, relazioni di cui non vi è testimonianza visiva ma solo orale. La fine del mondo e il paese delle meraviglie diventa così formalmente una colonna coclide, quel tipo di monumento creato dai romani che per antonomasia rimanda alla Colonna Traiana, e il cui fregio istoriato occupa tutta la superficie della struttura. Il titolo – proprio come il romanzo di Murakami da cui l’installazione prende il nome – costituisce l’insieme delle storie, del detto e non detto che caratterizza qualsiasi incontro in cui si paventi un congedo o un arrivederci. Edolo è in effetti la prima “porta” della Valle Camonica, ma rappresenta contemporaneamente anche l’uscita, la soglia da cui, in entrambe le direzioni, è obbligatorio il transito.
Il passaggio, umano ma anche della materia, è così fissato e scalfito nel derma dell’albero, nella sua storia profonda. Ma l’epidermide, lo strato superficiale della cute umana o intesa come la corteccia dell’albero, è viva, è in movimento. Una patina di muffa ricopre infatti i disegni incisi, nascondendoli e mascherandoli segretamente, strato dopo strato, natura su natura. La fine del mondo e il paese delle meraviglie, nella sua apparente deriva materica, ripercorre la pratica processuale di artisti del Novecento come Piero Paolo Calzolari che, nelle sue Nature morte o in Colonne (2001), lascia aperta la definizione formale e di contenuto dell’opera grazie alla stratificazione incessante di ghiaccio o di muschi sugli elementi che originariamente ne determinano la composizione. O come in Alpi Marittime (1968) di Giuseppe Penone, dove l’artista interviene nel processo di crescita di un albero agendo direttamente sul tronco.
L’idea formale di La fine del mondo e il paese delle meraviglie è infine ribaltata dalla trasformazione materica e dalla proliferazione batterica, poiché l’installazione da scultura diventa tavola dipinta vivente. Una pittura in divenire.

Testo scritto da Claudio Craverio, curatore PAV _ Parco Arte Vivente Torino



Luogo mostra: Valle Camonica



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