POESIA VIVA VS FLUXUS

POESIA VS FLEXUS

2 marzo - 6 aprile 2013

inaugurazione sabato 2 marzo ore 18

Fondazione Berardelli

Brescia

La Fondazione Berardelli dedica il nuovo appuntamento espositivo a due movimenti che fortemente hanno segnato la scena artistica degli anni Sessanta e Settanta e che continuano a influenzare il nostro presente. La mostra, a cura di Melania Gazzotti con la collaborazione di Maddalena Carnaghi, vuole rendere omaggio al cinquantesimo anniversario appena
trascorso di Fluxus e a quello della Poesia visiva italiana che si celebra quest'anno.

L'esposizione rappresenta inoltre un'occasione per il pubblico di conoscere una parte inedita della collezione della Fondazione che offre, non solo testimonianza delle ricerche verbo-visuali, ma anche dei più significativi movimenti d'avanguardia degli anni Sessanta e Settanta. Il nucleo di opere raccolte riguardanti Fluxus, visti i punti di tangenza con le sperimentazioni tra parola e immagine, è tra i più rilevanti. In omaggio a Fluxus sono esposte opere di: Eric Andersen, Joseph Beuys, George Brecht, Giuseppe Chiari, Jean Dupuy, Milan Knizak, George Maciunas,
Gianni Emilio Simonetti, Daniel Spoerri, Endre Tot e Ben Vautier. Una sezione della mostra presenta testimonianze fotografiche, più di 40 scatti originali, che ritraggono gli artisti appartenenti all'avanguardia Internazionale nel corso di performance e happening. Si è deciso inoltre di dedicare due sale a due tra i più significativi esponenti italiani di Fluxus: Gianni Emilio Simonetti, di cui si espongono dipinti, oggetti, assemblage e serigrafie, e Giuseppe Chiari, musicista fiorentino, che ha contribuito con le sue ricerche sul suono, il rumore, le partiture e la
scrittura anche alla nascita della Poesia visiva.

Per il movimento italiano vengono proposti collage di: Vincenzo Accame, Luciano Caruso, Nanni Balestrini, Ugo Carrega, Giovanna Fontana, Emilio Isgrò, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Anna Oberto, Luciano Ori, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Sarenco, Luigi Tola e William Xerra, insieme a una selezione di documenti  manifesti, inviti,
volantini, fotografie e pubblicazioni dell'epoca.

 

POESIA VISIVA

La poesia visiva si propone con ostinata evidenza la problematica delle
teorie della comunicazione e dell'informazione.[...] La poesia visiva è
guerriglia: e, in quanto tale, si serve non solo della parola e
dell'immagine ma anche della luce, del gesto, insomma di tutti gli stumenti
�visibili� del comunicare e deve necessariamente tendere a trasformare i
propri mezzi [�] in quelli delle comunicazioni di massa fino ad
impadronirsene per trasformare “con” essi la società stessa.

Eugenio Miccini

Nei primissimi anni Sessanta numerosi artisti si interessano
contemporaneamente alle potenzialità espressive della parola, accompagnata
dall'immagine, dando vita a quel movimento artistico che verrà poi
denominato Poesia visiva. A Firenze, nel 1963, dall'incontro tra Eugenio
Miccini e Lamberto Pignotti, nasce il Gruppo 70, al quale successivamente
prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca, Luciano Ori, seguiti
da Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco. I poeti visivi
si rendono conto che sia la letteratura sia l'arte stavano utilizzando un
linguaggio eccessivamente lontano da quello comune e decidono così per
colmare questa distanza, di creare un moderno volgare, il cui lessico
proviene dall'ambito della comunicazione di massa, cioè dai quotidiani, dai
rotocalchi, dalla pubblicità e dai fumetti. Il fine è duplice: raggiungere
un pubblico sempre più vasto, grazie all'alto grado di decifrabilità e allo
stesso tempo esorcizzare il potere dei mass-media. La tecnica che risulta
più congeniale per raggiungere questo risultato è il collage che permette,
tramite il riutilizzo di testi e immagini provenienti dal mondo
dell'informazione, un impatto immediato e forte.