CONVEGNO: BILANCIO SUL POLITTICO DEL MAESTRO PAROTO

Martedì 25 giugno alle ore 14.45 inizierà il convegno dal titolo: "Un bilancio sul polittico del maestro Paroto. Studi, ricerche, scoperte"presso il Museo Diocesano di Brescia (via Gasparo da Salò, 13).
 
Alcune brevi notizie sull'artista, sull'opera d'arte e sulle vicende che hanno riportato a Brescia il polittico:
 
Il polittico del misterioso Magister Parotus del 1447, raffigurante una Madonna con Bambino ed otto Santi, commissionato dal mecenate padre Francesco Afro, nasce come pala dell’altare maggiore della chiesa di San Siro a Cemmo in Valle Camonica, ove vi è rimasto fino a circa 150 anni fa, frutto del genio pittorico di un grande artista bresciano.
 
Il nome dell’autore, Paroto e Pasoto, si conosce da una trascrizione del XIX secolo della firma e della data già iscritte al piede del riquadro centrale, poi smarritasi.
 
Del Paroto esisterebbe solo un’altra opera con un’attribuzione convincente, conservata presso la Fondazione Bagatti Valsecchi di Milano. Paroto è certo appartenuto alla stirpe di pittori attivi a Cemmo, la cui produzione artistica si può ritrovare nelle chiese della Valle Camonica e da cui è derivato lo stesso Pietro da Cemmo, che potrebbe forse essere il figlio del Maestro Paroto.
 
Dopo numerosi secoli di permanenza nella chiesa di San Siro il dipinto ha iniziato a peregrinare per collezioni private e musei anche internazionali: a Milano fa parte della vasta raccolta di opere d’arte di Michele Cavaleri. Acquistato dal banchiere Enrico Cernuschi il dipinto viene trasferito a Parigi. Negli anni Sessanta del Novecento ricompare nella la Galleria Wildestein di New York, dove è riconosciuto da Gaetano Panazza, allora direttore dei Civici Musei di Brescia. La Fondazione CAB, poi, lo intercetta a Londra in un catalogo di Sotheby’s, partecipando all’asta del 4 luglio 2012.
 
Così, dopo cinque rilanci, con un valore d’acquisto di 180mila sterline che, con il cambio, le spese d’asta, le tasse extra U.E., il trasporto, etc., sfiora i 300mila euro, la Fondazione CAB, si aggiudica il dipinto.
 
La Fondazione CAB, ancora una volta, ha inteso così assicurare a Brescia ed al suo territorio anche questa importantissima opera d’arte. Tornata poi temporaneamente in Valle Camonica è stata esposta presso la Fondazione Cocchetti a Cemmo di Capo di Ponte (gennaio 2013) e presso il Museo Camuno a Breno (febbraio-aprile 2013).