VOGLIA DI MOSAICO Scuole che hanno collaborato: Decorazione 1º Livello

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Di seguito le parole del prof. Claudio Gobbi, docente di Tecniche del Mosaico presso l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia, in merito alla mostra "Voglia di Mosaico" realizzata insieme agli studenti.

Voglia di Mosaico è la mostra di un laboratorio di mosaico fatto con tutti coloro che sono curiosi di apprendere e conoscere questo mestiere.
Lo scopo è quello di esibire prodotti finiti e far vedere come si è proceduto e si procede nel tempo di lavoro di questa “bottega” e qual è il valore educativo di questa attività.
La tecnica del mosaico, intesa nel senso più ampio del termine, rientra nella vasta categoria delle decorazioni polimateriche alla quale appartengono l’intarsio, l’incrostazione, il commesso, la tarsia.
Comune a queste espressioni artistiche è infatti il procedimento tecnico dell’accostamento su superfici piane di elementi di una o più materie (marmi, pietre, paste vitree, avori, legni) per comporre motivi geometrici o figurati.
Il mosaico è costituito da frammenti di forma diversa e regolare (tessere) fissati alla base da un legante e separati da interstizi di ampiezza variabile.
Il passaggio dal disegno alla posa delle tessere non è una operazione meccanica il cui scopo sia semplicemente la riproduzione il più fedele possibile del progetto.
Le tessere non vengono scelte da un repertorio infinito in cui esiste ogni possibile sfumatura di colore, ma da un repertorio limitato, soprattutto nel caso in cui si utilizzi anche materiale di risulta; la loro sagoma è sempre imprevedibile, la loro superficie non è mai perfettamente piatta e quindi riflette la luce in modo diverso.
La posa di ogni tessera richiede quindi un aggiustamento continuo dell’immagine originaria.
In altre parole, oltre alla progettualità iniziale del disegno, c’è una progettualità implicita nel progresso concreto del lavoro di taglio e posa, nella capacità di fare la scelta giusta rispetto a quello che è già realizzato e di prevedere l’effetto rispetto a quello che verrà realizzato poi.
Il lavoro del mosaicista è un lavoro lento.
La sua lentezza non è dovuta ai tempi morti o strozzature del processo produttivo: è la lentezza di un lavoro che riesce bene solo se ogni passaggio è pensato ed eseguito accuratamente, “meditando” sul significato dell’opera  complessiva , e per meditazione si intende naturalmente non un calcolo a freddo ma la capacità costante e sempre vigile a rieducare in continuazione la propria sensibilità espressiva e visiva.
Cimentarsi con una nobile e antica pratica artistica, è una modalità di lavoro controcorrente, rispetto allo stile tipico della maggior parte della nostra vita e delle nostre attività  e proprio per questo educativa.
Il mosaico come ogni attività che produce risultati tangibili, migliora l’autostima e la sicurezza di chi li ottiene, ed è anche una disciplina utile alla definizione di propri spazi e tempi e modi di procedere, non necessariamente standardizzati e omologati su quelli correnti.

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