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ART&WORK IN PROGRESS

Una collaborazione tra l'Accademia SantaGiulia e Riva Arredamenti: installazioni degli studenti in alcuni punti nevralgici della vita civile, sociale ed economica di Brescia.

Giovedì 22 maggio 2008, alle ore 11.00, presso la sede dell’Accademia di Belle Arti di Brescia “SantaGiulia” (via Tommaseo, 49), si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della collaborazione tra l’Accademia SantaGiulia e Riva Arredamenti.
Erano presenti l’Amministratore Delegato dell’Accademia SantaGiulia Giovanni Lodrini, il Direttore Riccardo Romagnoli, il Vicedirettore Eugenio De Caro, il coordinatore del progetto per l’Accademia SantaGiulia, Domenico Franchi, l’amministratore di Riva Arredamenti Eugenio Riva, il Direttore generale Benedetta Riva, il Responsabile commerciale Mario Rinaldi e gli studenti che hanno realizzato le installazioni.Riva Arredamenti ha voluto festeggiare il centenario della propria nascita all’insegna della creatività che da sempre ne contraddistingue l’azione, attraverso un’iniziativa a favore della cultura e del territorio, pronta peraltro ad offrire un’importante vetrina ad alcuni giovani artisti promettenti. Infatti, i materiali ed il know-how messi a disposizione dall’azienda Riva hanno consentito agli studenti del Biennio Specialistico delle Scuole di Pittura e Scenografia dell’Accademia SantaGiulia di realizzare e collocare le proprie opere d’arte – dedicate al tema del lavoro e dell’ufficio – in alcuni spazi nevralgici della vita civile, culturale ed economica della città.

 

ART&WORK IN PROGRESS PER I CENTOANNI DI RIVA ARREDAMENTI: 
5 GIOVANI ARTISTI NEL CUORE STORICO DI BRESCIA.
Concept: Domenico Franchi

Qual è la percezione che i contemporanei hanno del lavoro oggi? Questa è la domanda che è stata posta a 5 giovani artisti visivi dell’Accademia d’arte SantaGiulia provocando una profonda riflessione sull’assetto socio/economico e culturale del mondo in cui viviamo.

Abbiamo alzato per un momento quel velo, quella patina sociale che fa apparire questo mondo così levigato e progredito per scoprire che dietro i luoghi comuni, la retorica strumentalizzata e l’ideologia di appartenenza politica che tendenzialmente costruiscono modelli astratti a cui l’individuo poi si adegua, esiste una concretezza del tema lavoro che va ben oltre le astrazioni e si esplica attraverso piccoli gesti quotidiani, relazioni umane, necessità basilari, scadenze, problemi personali, il diritto a una vita dignitosa, la  pura sopravvivenza. Elementi che sembrano incontrarsi o scontrarsi con la globalizzazione della società dei consumi, vero motore dell’economia e del sistema lavoro, il quale tende a favorire colui che si conforma a tali modelli e penalizzare chiunque voglia costruirsi una propria identità. Ragionare per masse commerciali alimenta la crisi dell’uomo contemporaneo, questa sua disperata ricerca di identità in un’epoca così confusa lo mette in una condizione di dover comunque reagire a questo suo disequilibrio e si deprime, diventa più esteriore, più violento, più insensibile alle esigenze del mondo.

Il lavoro è la cartina di tornasole di questo malumore e si manifesta nella maggior parte dei casi con una sensibile caduta di qualità e una carenza di responsabilità che affligge tutti gli aspetti del vivere. L’uomo, l’individuo, dovrebbe essere riportato al centro di questo universo “globale”. L’uomo al lavoro è il tema del progetto Art and Work in Progress, voluto da Riva Arredamenti in occasione del centenario della sua fondazione, e dall’Accademia d’Arte SantaGiulia, con il coordinamento artistico di Domenico Franchi, artista e docente di Arte Visiva per il biennio specialistico del corso di pittura: un progetto che idealmente concilia le due anime di Brescia, città del lavoro che negli ultimi quindici anni ha mutato la sua vocazione incitò della cultura, ritagliandosi un ruolo di rilievo nel panorama internazionale.

Cinque gli interventi dei giovani artisti collocati in suggestivi frammenti della città: 

Massimo Beriola, Metamorphosis - piazza del Foro 
L’uomo e la sua apparenza esteriore, la sua identità spesso associata al ruolo che ricopre nel mondo professionale subisce una mutazione interiore che non lo distingue più dalla forma stessa di quel ruolo. Per un processo naturale o innaturale l’uomo diventa dunque il suo lavoro?Veronica Ghidini, L’intelligenza delle mani - piazza del Mercato 
Mani che lavorano, che creano qualcosa, che danno forma, che agiscono... Tra un prodotto di lavorazione ed una creazione artistica c’è una sottile differenza ma l’arte per alcuni non è forse un lavoro? Il lavoro per alcuni non è anche passione? L’arte e il lavoro vanno di pari passo, in una continua crescita parallela, e spesso le due cose si fondono.Elisa Martinelli, C’era una volta - piazza Vescovado 
c’era una volta la natura. C’era una volta l’uomo. E c’era una volta il lavoro. Un album di ricordi, una parte della nostra identità collettiva, cancellata dall’impetuoso sviluppo industriale.Leticia Moreno Perez, Il canarino- via Moretto
L’uomo rinchiuso entro i confini virtuali dell’invasione tecnologica abita una gabbia metaforica costituita da computer impilati intorno ad un tavolo di lavoro, Non si rende conto che la vita vera, senza il filtro di un monitor, scorre intorno a lui, la famiglia, gli amici... abbiamo sempre meno tempo da dedicare all’esperienza diretta del vivere. MariaPaola Raneri, Lavoro: libertà... o il suo opposto? - cortile del Broletto 
Il tema da cui è nata l’idea dell’opera è il lavoro e il fare umano. La scelta espressivo/formale della foto segnaletica esprime appieno la valenza ambigua del significato che può assumere il concetto di lavoro per l’essere umano. Per qualcuno potrebbe essere una sorta prigione, per altri la propria ragione di vita.

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