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Studiare all’estero

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Sabato al museo: visita al MUFOCO e alla Triennale di Milano

Il Biennio di Didattica in uscita

Accademia SantaGiulia
19/01/19

Sabato 19 gennaio, noi del Primo Anno del Biennio Specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte, siamo partite da Brescia per raggiungere Cinisello Balsamo e Milano per una giornata all’insegna della fotografia.

Accompagnate dal professor Alessandro Mancassola di Progettazione Multimediale abbiamo visitato il MUFOCO - Museo di Fotografia Contemporanea, una realtà unica in Italia dedicata alla fotografia, che racchiude un tesoro di oltre 2 milioni di fotografie. Questo patrimonio è conservato all’interno di Villa Ghirlanda Silva, una bellissima villa nobiliare del XVII circondata da un grande parco con più accessi.
Alle 9:30 del mattino il Museo ci mette già alla prova per trovare la sua entrata...

Qui ci ha accolto Diletta Zannelli del Servizio Educativo del Museo che ci ha guidato alla scoperta del MUFOCO, iniziando dalla mostra Virgilio Carnisio. Milano, 1961-1971.

Siamo fortunate perché percorrendo i corridoi e le sale, incontriamo proprio il fotografo che ci racconta della sua carriera e delle fotografie esposte. Come dice il titolo tutte le fotografie sono di street photography, scatti che raccontano gli scorci della Milano degli anni ’60 e ’70. Carnisio ci parla delle sue avventure per catturare questi scatti, come ad esempio quando entrava nei cortili delle case di nascosto per non essere scoperto per scattare.

Visitiamo anche un’altra mostra temporanea piuttosto particolare dal titolo Me Museo ed è del tutto anti-convenzionale perché curata dalle persone, dal pubblico, uno degli elementi fondanti per il MUFOCO.
Le fotografie esposte sono state scelte da persone “comuni” nell’ambito di un progetto di arte partecipata, iniziato nel novembre 2017, in cui chi voleva poteva rispondere al bando, recarsi negli archivi del museo, scegliere una fotografia che lo colpiva emotivamente e scrivere un pensiero su di essa.

Una mostra emotiva, di sensazione, e non di fotografia tecnica. Le fotografie sono illuminate singolarmente proprio per sottolineare questo aspetto, in più nessuna possiede una didascalia tecnica, piuttosto sono stati scritti i pensieri accanto all’opera corrispondente per dare visioni diverse a chi la osserva, una galleria di fotografie, ricordi e suggestioni che restituiscono una lettura intima, individuale e allo stesso tempo universale, del patrimonio fotografico del museo.

Abbiamo avuto anche la fortuna di visitare gli archivi del MUFOCO, uno scrigno contenente un patrimonio di oltre 2 milioni di fotografie e siamo rimaste tutte stupite quando Diletta ci ha mostrato tantissimi negativi, provini, stampe ancora conservati nelle scatole che i fotografi si costruivano da soli. All’interno dell’archivio del museo sono conservate i lavori di molti artisti che hanno fatto la storia come Federico Patellani e Gabriele Basilico, insieme ad altri fondi.
Riunite intorno al tavolo abbiamo osservato con meraviglia tutti i faldoni, le buste e bustine, le scatole e le cornici in cui sono conservate le fotografie.

Lasciato Cinisello Balsamo, ci siamo spostate con la metro alla Triennale di Milano, seconda tappa della giornata... difficile tenere il passo super rapido del nostro professore!

Qui abbiamo visitato tre mostre.

Ricostruzioni che presenta una panoramica di ricostruzioni diverse per accogliere una riflessione sulle prospettive future che coinvolgono tutto il mondo. L’allestimento ricorda un cantiere edile sia nei colori che nei materiali, con fotografie, video, progetti di architettura, volumi consultabili.

Prospettiva, una mostra in cui è possibile letteralmente toccare e consultare i documenti dell’Archivio di Fondazione Fiera Milano.

E dopo un’interminabile coda e attesa, entriamo A Castiglioni!
La mostra, come suggerisce il titolo, è dedicata ad Achille Castiglioni, in occasione del centenario della sua nascita e sono esposti oggetti di design che portano la sua firma: sedili, lampadari, specchi, bicchieri, posate e tantissimi altri oggetti, quasi tutti “toccabili”, così come molte sedie e poltrone su cui abbiamo potuto sederci, anche per riposare un po’, lo ammetto.

Giornata intensa che ci ha regalato la scoperta di posti nuovi e magici, ricchi di storie da raccontare.

Contributo di: Melania Raimondi - #TeamDidattica

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