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Valery Franzelli alla prima "Assemblea di Cantiere" di Confcooperative Brescia

'In segreto', 'Oblio' e 'Elisir' al workshop del 31 maggio 2022

Accademia SantaGiulia
31/05/22

Il primo incontro organizzato da Confcooperative Brescia, e riservato a tutte le cooperative che fanno parte della rete bresciana, nell'ambito dei Cantieri di mandato del progetto "Ti incontro", ha come tema l’identità.

Il workshop si svolge il 31 maggio 2022, dalle ore 14.30, al Castello di Padernello, e vede coinvolti un gruppo di partecipanti di aziende socie Confcooperative che, accompagnati da Guido Bosticco (esperto di scrittura creativa) dopo  una breve introduzione di Paolo Bartolini (analista, filosofo che accompagna Confcooperative nella costruzione di questa inizativa) svolgeranno delle attività, alla scoperta di sé dell’altro legate alla parola e che ruotano attorno al tema della personalità, dell’identità e della convivenza.

Durante il pomeriggio, i partecipanti saranno inoltre stimolati alla scoperta e all’interazione con le opere della giovane artista Valery Franzelli (studentessa del II anno del biennio specialistico di Arti Visive Contemporanee) che fa della parola, il suo veicolo artistico principale.

In segretoOblio e Elisir sono le tre opere che coinvolgeranno i soci.


IN SEGRETO. Il lavoro è composto da una serie di parole apparentemente incomplete, completate attraverso l'utilizzo di una torcia a luce ultravioletta che permette di rendere visibile le parole nascoste al di sotto. L’apparenza inganna. Ci sono forme di linguaggio nascoste, pensieri non visibili, c'è un'incapacità di vedere oltre. La percezione umana ha dei limiti e la tecnologia si presta, come tramite, per mostrarci ciò che l’occhio umano non sarebbe in grado di vedere. Si accede ad un’area invisibile, una verità altra. Un percorso di scoperta interiore dove le parole nascoste attendono silenti di essere ascoltate.
Il lavoro rappresenta una continua relazione tra chiusura e apertura, visibile e invisibile. Le parole nascoste cercano protezione, riservatezza e l'osservatore, che abita lo spazio, cerca un qualcosa di “altro”. L'identità si definisce nella relazione con gli altri e questi lavori rimarrebbero incompleti se lo spettatore non dovesse intervenire completando l'opera. Il tutto si sviluppa nel: come io percepisco l'ambiente e decido di muovermi in esso. Si fanno delle scelte libere.

OBLIO. Il lavoro è composto da una serie di cartoncini realizzati a mano dall’unione di libri e quaderni della mia infanzia (principalmente libri delle scuole elementari e medie). Ciò che ne risulta sono piccoli frammenti di questi ricordi passati. Gli oggetti del passato si amalgamano gli uni agli altri come cumuli di memorie indistinte, indecifrabili. Il tempo spazza via i ricordi lasciando un vuoto, un senso di abbandono da parte del nostro pensiero. Ciò che un tempo era colore, forma e movimento oggi si sbiadisce, si appiattisce e si arresta. Gli unici frammenti che emergono dal fondo sono il segno di questo lento assopimento dei sensi.
In questo lavoro la parola viene utilizzata come punto di partenza per la creazione di un qualcosa di altro. L'apparenza torna ad ingannare l'osservatore che si ritrova a contemplare un oggetto all'apparenza completamente vuoto. Avvicinandosi, in relazione più intima con l'oggetto, notiamo tutti i frammenti che riaffiorano dalla superficie. Diveniamo osservatori e osservanti allo stesso tempo.

ELISIR. Elisir è composto da un distillatore (solitamente utilizzato per distillare i liquori) che si trasforma in un processo di purificazione della parola, un allontanamento delle impurità. L’estrema semplicità dell’atto del parlare si trasforma in un complesso e articolato procedimento chimico di raffinazione dell’inchiostro. Operazione nata a liberare l’essenza più pura dalle sostanze estranee e inquinanti. Anche qui la parola fa da protagonista, una parola purificata dal superfluo, dagli eccessi per essere trasformata in un qualcosa di puro e limpido.

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