Cultura del progetto - Prof. Martina Salvaneschi
Obiettivi
Il corso si propone di guidare gli studenti a una comprensione approfondita del tema della soglia, intesa non solo come elemento architettonico funzionale ma come spazio liminale e simbolico, capace di incarnare i rituali di passaggio che segnano momenti di trasformazione individuale e collettiva. Attraverso l’analisi di fonti teoriche, antropologiche e artistiche, lo studente sarà invitato a maturare una sensibilità critica capace di leggere la soglia come luogo di identità, memoria e relazione tra interno ed esterno, tra pubblico e privato. La dimensione teorica verrà costantemente tradotta in pratica progettuale, stimolando gli studenti a elaborare soluzioni concrete in cui la soglia diventi un’esperienza architettonica e sensoriale. Lavorando sul disegno, sul modello fisico e digitale, sulla sperimentazione materica e luminosa, essi impareranno a trasformare concetti astratti in dispositivi spaziali dotati di significato e coerenza. L’attenzione sarà rivolta tanto agli aspetti funzionali quanto a quelli simbolici e poetici. Un obiettivo centrale del corso sarà la capacità di leggere e interpretare il contesto urbano, paesaggistico e architettonico in cui si collocherà il progetto. Gli studenti saranno chiamati a considerare la storia dei luoghi, le stratificazioni culturali, le esigenze sociali, così da progettare spazi che non siano avulsi da ciò che li circonda ma che sappiano dialogare con la memoria e con l’identità dei luoghi. L’idea di soglia verrà affrontata dunque come un dispositivo di connessione, capace di valorizzare e rinnovare la relazione tra luoghi e persone. Saranno inoltre chiamati a comprendere l’importanza e il ruolo delle nostre azioni progettuali nella modifica dello spazio interno/esterno, dei rituali di vita e delle esperienze delle persone per cui progettiamo; affinare una serie di strumenti (disegno 2D, 3D, modelli fisici, etc.) con i quali poter comunicare le proprie idee; infine, apprendere come presentare i progetti a possibili interlocutori esterni attraverso il racconto e lo storytelling.
Programma
RITUAL OF PASSAGE La soglia come dispositivo simbolico, spaziale e sensoriale. La soglia è uno dei concetti più profondi e stratificati dell’architettura. Non rappresenta soltanto un elemento fisico, come una porta o un ingresso, ma costituisce uno spazio liminale: un luogo di passaggio e trasformazione, in cui avviene il transito tra un dentro e un fuori, tra un prima e un dopo, tra un’identità e un’altra. È in questo spazio sospeso che si attiva un cambiamento – percettivo, simbolico, psicologico – che rende la soglia non un semplice interstizio, ma un momento di intensificazione dell’esperienza. In ambito architettonico, la soglia può essere letta esattamente in questi termini: come uno spazio che sospende le regole, rompe le continuità, apre alla possibilità di una diversa percezione di sé e del contesto. La soglia può essere un percorso, un’ombra, un cambio di temperatura, una resistenza. Nel progetto degli interni, la soglia si moltiplica e si fa più fluida: non solo tra dentro e fuori, ma tra intimo e collettivo, tra movimento e sosta, tra apertura e protezione. Può essere definita da un tendaggio, da un pannello mobile, da una variazione di luce o di suono, da una leggera differenza di quota. In certi approcci progettuali, la casa stessa è pensata come una sequenza di soglie, in cui ogni spazio è una transizione, e ogni confine è variabile e temporaneo. La soglia diventa ovunque, ma mai definitiva. Anche nello spazio urbano contemporaneo, le soglie assumono forme complesse e ibride: verande, patii, portici, logge, corridoi, gradinate, atri. Spazi che non sono né totalmente pubblici né totalmente privati, ma che funzionano come interfacce relazionali, luoghi di attesa, di scambio, di passaggio. Progettare soglie oggi significa progettare relazioni. Significa immaginare modi diversi di attraversare, di entrare in contatto, di separarsi o connettersi. Una soglia può essere un rallentamento, una pausa, una sospensione, ma anche un invito, una sorpresa, un disvelamento. Può essere uno spazio per guardare, per ascoltare, per orientarsi. In questo senso, la soglia non è soltanto ciò che divide, ma ciò che rende possibile il passaggio – e quindi la trasformazione. È un potente strumento spaziale, sensoriale e simbolico: un elemento che apre possibilità narrative, esperienziali, progettuali.