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Studiare all’estero

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Il Museo di Castelvecchio e il Museo degli affreschi di Verona

Uscita con gli studenti del I anno di Didattica dell'Arte per i Musei

Accademia SantaGiulia
17/04/19

Mercoledì 27 marzo 2019, noi ragazzi del I anno di Didattica dell'Arte per i Musei ci siamo recati a Verona, accompagnati dalla prof.ssa Cordioli, docente di Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali, per visitare due sedi museali rilevanti per il loro innovativo allestimento: il Museo di Castelvecchio ed il Museo degli affreschi.

La visita è stata preceduta da un’introduzione in classe dedicata alla lunga storia dell’edificio mentre in loco ci siamo concentrati di più sull'analisi dell'allestimento di Carlo Scarpa. 
L’edificio originale del XXIV secolo oggi lo vediamo completamente rinnovato da due interventi principali: il primo è stato realizzato negli anni venti da parte di Antonio Avena, che voleva rendere di tono medievalizzante la struttura di epoca napoleonica; mentre il secondo, avvenuto tra il 1955 e il 1964, è ad opera di Carlo Scarpa, architetto di fama internazionale, che venne chiamato dal direttore del museo Legisco Magagnato a rinnovare completamente gli ambienti.
Il suo restauro permane ancora oggi ed è diventato esso stesso un'opera d’arte.

Tutti siamo rimasti stupiti soprattutto dalla Galleria delle Sculture. In questo luogo il restauro scarpiano si basa sulla valorizzazione di ogni singola opera attraverso un suggestivo gioco di luci e ombre che, a seconda della giornata, viene più o meno accentuato.
Durante la visita alla galleria siamo stati raggiunti dalla prof.ssa Roverato, docente di Workshop e Allestimento museale, che ci ha portati ad osservare i caratteri del restauro che mettono in relazione elementi naturali ed elementi artificiali, in perfetta simbiosi.
Il fulcro fisico e metaforico del percorso museale di Castelvecchio è la famosa statua di Cangrande I della Scala. Questo monumento equestre era in origine collocato sulla sommità dell'Arca scaligera a lui dedicata. Carlo Scarpa si ispira alla sua collocazione passata per posizionarlo in un luogo unico del castello: infatti è visibile da molteplici punti di vista anche durante il percorso museale. 
Gli altri piani espositivi sono dedicati alla pittura ma purtroppo non siamo riusciti ad approfondirl iper mancanza di tempo.

Dopo una breve sosta per il pranzo abbiamo visitato il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, dove abbiamo capito quanto il restauro scarpiano abbia influenzato anche altri interventi, come quello di questa sede museale. Evidenti sono i caratteri essenziali scarpiani come l'utilizzo dei materiali industriali e l'attento posizionamento di ogni singolo strappo di affresco in relazione allo studio della luce.
Questa visita è stata, oltre che piacevole e divertente, funzionale al progetto che dovremo preparare in sede di esame: in uno degli ambienti di Castelvecchio a nostra scelta, dovremo posizionare un'opera contemporanea che entri in dialogo o con le opere esposte o con la struttura stessa del castello.
Vedere di persona con cosa dovremo lavorare è stato di sicuro un grande aiuto.

Contributo di Cristiana Verzeroli, Elena Francescone, Luca Elifani

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