Storia del disegno e della grafica d'arte - Prof. Carlo Susa
Obiettivi
Lo studente, alla fine di questo secondo modulo didattico del corso, dovrebbe essere in grado di utilizzare adeguatamente i concetti e gli strumenti linguistici e culturali utili a consentirgli di conoscere le modalità secondo le quali si è sviluppata la natura della cultura visuale in età medievale e moderna. Nello specifico, il modulo didattico mira a fornire agli studenti una comprensione approfondita della storia non tanto del disegno e della grafica d’arte intesi come discipline specifiche autonome, ma come componenti dell’ambito più ampio della cultura visuale sviluppatasi nelle epoche di riferimento, vale a dire quelle comprese dal medioevo al romanticismo. Gli studenti acquisiranno competenze critiche e analitiche per valutare opere d’arte, come dipinti, grafiche e disegni, sviluppando una prospettiva storica e culturale. I risultati di apprendimento attesi, definiti secondo i parametri europei esemplificati nei cinque descrittori di Dublino, sono specificati di seguito.
Programma
Nella parte introduttiva di questo secondo modulo del corso (complementare al primo, tenuto dal prof. Bonini), si illustreranno i presupposti della sua impostazione. La premessa fondamentale è che, in questo percorso, elementi come il disegno e la grafica d’arte non verranno trattati in modo specifico – come forme di espressione autonome e distinte dalle altre legate a delle tradizioni e delle tecniche particolari – ma verranno considerati invece come elementi costitutivi delle culture visuali che si sono formate, espresse – soprattutto attraverso la pittura e l’illustrazione – e sviluppate dal medioevo al romanticismo. Proprio l’accento posto sul concetto di cultura visuale e sulle funzioni svolte, nel corso dei secoli, dai prodotti artistici di natura figurativa porterà all’approfondimento dei presupposti teorici, tecnici e antropologici a partire dai quali si sono sviluppate sia le teorie che le prassi che hanno contribuito a codificare le forme di espressione visiva, nel periodo compreso tra il medioevo e il romanticismo. In quest’ottica, la trattazione del medioevo si svolgerà a partire dall’approfondimento delle discussioni di natura teologica – nate dai conflitti tra iconoclasti e iconofili – sulla liceità e sulla natura delle immagini all’interno della cultura cristiana occidentale. Gli esiti di tali processi dialettici e le teorizzazioni che sono state conseguentemente sviluppate verranno illustrati sia dal punto di vista teoretico, sia presentando ‘casi di studio’ legati a opere particolarmente significative da questi punti di vista, come le immagini che si trovano nei salteri e nei libri delle ore – che, per la loro funzione didascalica, si legano in modo particolarmente stringenti ai temi tipici del modulo didattico – e alcuni capolavori dell’arte romanica e di quella gotica che hanno, in un certo senso, esplorato i confini delle possibilità di rappresentazione delle loro epoche. Similmente, la trattazione del rinascimento non potrà che partire dalla ‘riscoperta’ e reinterpretazione della cultura visuale classica e dalla codificazione delle norme che regolano la prospettiva, oltre che dall’elaborazione della sua funzione simbolica (della quale si è occupato per primo Erwin Panofsky). Grazie alla prospettiva, il disegno si afferma come strumento fondamentale di elaborazione e progettazione dell’immagine. Anche in questo caso, la trattazione teorica si dipanerà anche grazie all’ausilio della presentazione di opere pittoriche particolarmente significative in relazione alle problematiche sollevate, che, come i dipinti ‘pionieristici’ di Duccio di Boninsegna, Durer, Giotto e Masaccio, le opere dei ‘teorici’ Brunelleschi e Alberti, alcuni capolavori della fase ‘matura’ rappresentata da Michelangelo, Leonardo e Raffaello, e alcune opere ‘pre-barocche’ che utilizzano la prospettiva in modo meta-referenziale come accade ne “Gli ambasciatori” di Hans Holbein il Giovane. Contestualmente, l’affermazione delle tendenze filosofiche di natura neoplatonica ed ermetica e l’evoluzione delle tecniche di stampa e di incisione in rilievo contribuiscono a cambiare lo statuto del rapporto tra parola e immagine e a diffondere prodotti editoriali, molto curati graficamente e illustrati in modo sempre più definito, che modificano in modo significativo le istanze della cultura visuale rinascimentale, ponendo le basi per quella barocca. In questo caso, verranno presentati come ‘casi di studio’ alcuni dei più importanti ‘monumenti editoriali’ del rinascimento – come il celebre “Hypnerotomachia Poliphili” edito da Aldo Manuzio – e alcune raccolte di imprese e di emblemi (che, in un certo senso, possono essere considerati gli antenati dei moderni ‘loghi’). Per trattare il barocco, ci si soffermerà sulle componenti drammatiche e ‘immersive’ sottese all’arte visiva tipicamente prodotta in quel periodo, partendo dall’illustrazione del concetto di ‘mondo come teatro’ e di ‘teatro come mondo’, per approfondire le teorie della visione elaborate in occidente tra Seicento e Settecento, sia in forma speculativa, sia in forma implicita attraverso alcune opere d’arte paradigmatiche. Tra queste non potranno mancare gli approfondimenti su opere come “La vocazione di san Matteo” di Caravaggio e “Las Meninas” di Diego Velázquez (soffermandosi sulla celebre lettura ‘politica’ che di questo dipinto fece il filosofo Michel Foucault). Anche per la trattazione del neoclassicismo, si farà riferimento alla funzione politica svolta dalle immagini prodotte dagli artisti, volta a ‘glorificare’ sia l’assolutismo monarchico – che inizialmente si pone come argine contro il disordine politico rappresentato dalle inquietudini dell’aristocrazia e dalle ambizioni della borghesia –, sia valori come l’ordine, la luminosità e la razionalità che si porranno a fondamento del movimento illuminista. Opere come “Il Giuramento degli Orazi” di Jacques-Louis David incarnano questi ideali, con una forte enfasi sulla moralità e sull’imitazione dell’antico. Infine, si tratterà la rivoluzione rappresentata dall’avvento del romanticismo, sia a livello teorico-filosofico – con l’elaborazione di nuovi principi estetici che privilegiano l’emozione, il sublime e la natura –, sia a livello di temi figurativi, che si sono sforzati di tradurre in immagini le novità portate dal pensiero e dai nuovi modelli di vita. Qui i casi di studio saranno rappresentati da opere tra le quali non mancheranno “La Zattera della Medusa” di Géricault, “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich, e “La valorosa Téméraire” di Turner. Il modulo si concluderà con una veloce rivisitazione dei temi trattati.