IO01 - Umanesimo Tecnologico
Studiare all’estero

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Storia dell'arte contemporanea - Prof. Paolo Sacchini

Obiettivi

Questo corso si propone non come una semplice cronologia di nomi e date, ma come un'esplorazione del momento esatto in cui l'arte ha smesso di imitare il mondo per iniziare a reinventarlo. L'obiettivo principale è fornire agli studenti gli occhiali critici necessari per comprendere che ogni tecnologia contemporanea – dal codice al video, dall'interazione digitale all'intelligenza artificiale – affonda le proprie radici nelle intuizioni e nelle rotture formali dei maestri del Novecento. Al termine di questo percorso, lo studente non si limiterà a osservare un'opera d'arte, ma sarà in grado di smontarla per comprenderne il meccanismo concettuale e strutturale. Il corso mira a sviluppare la capacità di riconoscere come ogni mutamento tecnologico modifichi inevitabilmente lo sguardo umano e la società, consentendo ai futuri progettisti multimediali di muoversi con consapevolezza critica nel panorama creativo contemporaneo. I media non verranno approcciati come meri strumenti tecnici, bensì come veri e propri dispositivi di pensiero, spingendo lo studente a interrogarsi anche sulla sfida cruciale del nostro tempo: come conservare e documentare opere d'arte nate per essere effimere, interattive o puramente digitali.

Programma

Il percorso prende il via tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nel momento in cui la pittura subisce lo shock epocale della nascita della fotografia e del cinema. Liberati dall'obbligo di riprodurre fedelmente la realtà, gli artisti si lanciano in una sperimentazione totale. Il corso entra nei laboratori delle Avanguardie Storiche per mostrare come il Futurismo abbia cercato di intrappolare la velocità della macchina nella staticità di una tela, come il Dadaismo abbia trasformato l'errore, il caso e l'oggetto quotidiano in poesia provocatoria attraverso il ready-made, e come il Surrealismo abbia utilizzato l'occhio della macchina da presa per esplorare i territori labirintici dell'inconscio. Nel secondo dopoguerra, l'arte decide di compiere un passo definitivo: bucare la tela e uscire nello spazio reale. Il programma segue il gesto radicale di Lucio Fontana, che con i suoi tagli non distrugge, ma apre l'opera verso l'infinito, arrivando a intuire la portata della televisione come nuovo spazio da colonizzare. Ci si tuffa poi negli anni '60, l'era del boom economico e della cultura di massa, per osservare come la Pop Art abbia ironicamente masticato e risputato i linguaggi della pubblicità e dei cartelloni stradali. Infine, si assiste all'evaporazione dell'oggetto fisico con il Minimalismo e l'Arte Concettuale, momenti in cui ciò che conta davvero, per la prima volta in modo assoluto, è solo l'idea. A questo punto del viaggio, la tecnologia diventa carne e circuito elettrico. Viene analizzata la nascita della Videoarte, partendo dalle intuizioni pionieristiche di Nam June Paik, capace di manipolare i tubi catodici con i magneti, fino ad arrivare alle grandi cattedrali elettroniche e ambientali di Bill Viola e Studio Azzurro, dove lo spettatore si ritrova letteralmente immerso nell'immagine. Parallelamente, si esamina il corpo stesso dell'artista che si trasforma in un medium con la Body Art e la Performance, estendendosi e sfidando i propri limiti biologici attraverso protesi e connessioni tecnologiche. È l'epoca in cui l'opera d'arte non si guarda più passivamente: si attraversa, si attiva e reagisce alla presenza del pubblico. L'ultima tappa conduce lo studente nel mondo della contemporaneità più stretta. Si parte dagli anni '90, quando i primi pionieri della Net.art utilizzano Internet non come vetrina, ma come uno spazio vergine di guerriglia estetica e politica, hackerando i codici del web. Attraverso l'estetica della post-produzione e l'arte relazionale, il racconto approda infine all'oggi: l'era degli algoritmi generativi, della Post-Internet Art, delle intelligenze artificiali che creano immagini e della crypto-arte che ridefinisce il concetto di proprietà attraverso gli NFT. Si scopre così come la creatività continui a ridefinire i confini tra reale e virtuale, in un dialogo aperto e mai definitivo.

Docenti

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