IO01 - Umanesimo Tecnologico
Studiare all’estero

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Storia dello spettacolo I - Prof. Carlo Susa

Obiettivi

Lo studente, alla fine del percorso, dovrebbe essere in grado di utilizzare adeguatamente gli strumenti linguistici e culturali utili a consentirgli di conoscere ed apprezzare i diversi modi nei quali si è sviluppato il concetto di spettacolo nell'epoca in esame. Dovrebbe inoltre essere in grado di indagare, analizzandone la componente rituale, il rapporto tra società e rappresentazione nella storia della cultura occidentale, con specifico riferimento alle epoche antica e medievale. Il livello di competenza raggiunto comprenderà anche la padronanza nell'uso della terminologia tecnica specifica e la capacità di associare ad ogni periodo storico trattato le relative concezioni dello spazio rappresentativo. I risultati di apprendimento attesi, definiti secondo i parametri europei esemplificati nei cinque descrittori di Dublino sono i seguenti.

Programma

Nella parte introduttiva del corso, ci si soffermerà sulle istanze fondamentali dell'impianto teorico antropologico sotteso al corso. Successivamente, si ripercorrerà la storia del teatro e dello spettacolo occidentali in epoca antica e medievale, vale a dire – indicativamente – dalla fine del VI secolo a.C. fino alla fine del XV d.C. In questo percorso, si privilegeranno le civiltà teatrali sviluppatesi nell'Atene classica, nella Roma repubblicana e imperiale e nell'Europa cristiana basso medievale. Particolare attenzione sarà riservata alla definizione dei generi teatrali, e allo studio dei testi drammatici e della natura dello spazio della rappresentazione, inquadrandoli nei contesti storico-antropologici di riferimento. Nell'ambito di questo percorso, non di rinuncerà talvolta a considerare le forme rituali e performative morfologicamente 'contigue' al teatro propriamente detto, quali le cerimonie religiose, le feste popolari, gli eventi agonistici e il cosiddetto 'teatro del potere'. Ove necessario, si approfondirà anche lo studio del rapporto tra culture religiose e fenomeni spettacolari. Alcune parti del corso saranno dedicate ad approfondire la storia della scenografia e della scenotecnica, avvalendosi di alcuni studi specifici, di un'ampia documentazione iconografica e, in qualche caso, di visite guidate in luoghi storici dello spettacolo. Entrando maggiormente nello specifico, i contenuti saranno quelli di seguito descritti. - Presentazione del corso. - Programma d'esame. - La parola “teatro”: origine e significati. - La parola “spettacolo”: origine e significati. - Il rito all'origine delle culture umane. - Definizioni e tipologie di rito. - Le funzioni del rito: l'importanza dei 'riti di passaggio'. - Il rapporto tra rito e mito. - La struttura triangolare desiderio mimetico secondo René Girard: soggetto-modello-oggetto. - La crisi mimetica e la soluzione impossibile. - Il meccanismo vittimario e il linciaggio spontaneo. - Prevenire è meglio che curare: dai fenomeni spontanei alla ritualizzazione. - Il mito: la storia raccontata e 'sacralizzata dalla comunità violenta. - Processi di demitizzazione nell'antichità. - Le cinque tipologie fondamentali di mito (creazione, fertilità, eroe, liberazione, letterario o metareferenziale). - Il mito greco nella lettura di Baricco. - Dai miti alle storie: la letteratura e il teatro. - Dal rito al teatro. - Le origini del teatro greco: teoria e prassi del coro. Dalla comunità al coro, dal coro al teatro. - L'Atene nel VI-V secolo a.C. - Dioniso: il dio ibrido. - Le origini del teatro greco: le feste dionisiache e l'organizzazione degli agoni drammatici. - L'evoluzione dello spazio: da quello del rito religioso a quello del rito teatrale. - I generi drammatici ateniesi: tragedia, dramma satiresco, commedia. - La struttura della tragedia classica e il dramma satiresco. - Il teatro di Eschilo e l'introduzione del secondo attore. "I persiani" e l'"Orestea". - Il teatro di Sofocle. Lo sviluppo della tragedia classica: il terzo attore, la scenografia, le macchine. "Antigone", "Edipo re","Filottete", "Edipo a Colono". - Il teatro di Euripide. "Alcesti", "Medea", "Ippolito" e "Baccanti". - La struttura della commedia classica. - La valenza politica del teatro di Aristofane. "I cavalieri", "Uccelli", "Donne alle Tesmoforie", "Lisistrata", "Rane", "Donne al parlamento". - L'età ellenistica: i centoni tragici, la commedia di mezzo e la commedia nuova. - Il teatro di Menandro. - "Il misantropo", "L'arbitrato", "La donna di Samo". - L'evoluzione dello spazio scenico greco. - Spazi, costumi e recitazione nel teatro graco. - La "Poetica" di Aristotele. - I generi teatrali delle colonie greche dell'Italia meridionale. - Lo spettacolo a Roma in età repubblicana: il sistema dei 'ludi'. - Generi teatrali e para-teatrali: fescennini, sature, atellane. - I modelli greci a Roma: commedia e tragedia. - Il teatro di Plauto e la società romana. "Anfitrione", "Aulularia", "Casina", "I Menecmi", "Il soldato fanfarone", "Pseudolo". - Il teatro di Terenzio e le polemiche intellettuali. "Andria", "La suocera", "L'eunuco", "I fratelli". - La politica spettacolare dell'imperatore, l'evergetismo e il trionfo del circo e dell'arena. - Gli spazi spettacolari dell'impero. Il circo, l'anfiteatro e il teatro. - Caratteristiche e funzioni dell'architettura spettacolare monumentale romana. - Il rapporto tra templi e luoghi dello spettacolo nelle città romane. - La tragedia didattica di Seneca. "Medea", "Fedra", "Tieste", "Ercole furente". - Lo spettacolo del basso impero: mimo e pantomimo. - La storia esemplare di Teodora, imperatrice di Bisanzio. - Maschere, costumi e musica nel teatro latino. - L'"Ars poetica" di Orazio e i trattati teorici romani sullo spettacolo. - I Padri della Chiesa e la condanna dello spettacolo: i presupposti del teatro religioso medievale. - Attualità e inattualità degli argomenti di Tertulliano, sant'Agostino e san Giovanni Crisostomo. - La parabola dei giullari nel medioevo, dall'interdizione alla parziale emancipazione. - Breve storia del calendario occidentale. - L'anno 'folclorico' e quello liturgico. - La festa dei folli. - La comparsa e il trionfo del carnevale. - Il carnevale e le maschere. - Il genere carnevalesco per eccellenza: la farsa. - Il trittico carnevale-quaresima-Pasqua. - La chiave del teatro religioso medievale: la differenza tra rappresentazione e ripresentazione. - Il teatro religioso dei chierici: le cosiddette 'cerimonie drammatiche'. - La chiesa. Spazi, significato e funzioni: il sagrato e l'entrata, materiali di costruzione, la navata, il presbitero, i crocifissi, l'ambone, l'altare, l'ambone, il tabernacolo, l'abside, il soffitto e la cupola. - Lo sviluppo delle liturgie drammatizzate, dal Quem quaeritis ai cicli festivi. - L'associazionismo laico medievale e i 'servizi sociali': scuole, corporazioni, confraternite. - Il teatro religioso dei laici: forme e funzioni. - Lo spazio del teatro medievale: 'multiplo' e 'simultaneo'. - I grandi misteri della Passione. - Il caso dei drammi del Colosseo. - I miracoli: le storie dei santi e dei prodigi della Madonna. - La festa del Corpus Domini e i drammi ciclici. - Strutture effimere, macchine e costumi. - La sacra rappresentazione fiorentina. - Il teatro teologico delle 'moralità'. - Il teatro medievale d'autore: il caso Arras. - Il principe e i suoi riti: tornei e feste di corte. - La lunga storia dell'umanesimo. - Una straordinaria antenata: Rosvita e il suo teatro didattico. - Il teatro umanistico di chierici, umanisti e studenti, tra riscoperta dei classici, divertimento e geniali invenzioni.

Docenti

Corsi di studio

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