IO01 - Umanesimo Tecnologico
Studiare all’estero

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Tecniche performative per le arti visive - Prof. Carlo Susa

Obiettivi

Le studentesse, alla fine del percorso, dovrebbero essere in grado di utilizzare, con sicurezza e in autonomia i concetti di archetipo e di simbolo nei contesti in questo è utile o necessario, riuscendo a leggere correttamente le loro applicazioni paradigmatiche nella storia delle arti figurative e performative. In quest’ottica, il corso si propone di mostrare come i fenomeni teatrali e spettacolari e le opere pittoriche o scultoree si strutturino necessariamente a partire da archetipi dell'immaginario e attraverso processi simbolici in modo da istituire un canale di interazione complesso e spesso inconscio con il fruitore; contestualmente si propone anche di indicare alle studentesse dei repertori utili a fornire spunti per l'invenzione artistica, e di tracciare dei principi di messa in scena, o in opera, di elementi archetipici e simbolici negli spazi – reali o virtuali – della rappresentazione. Nella sua parte monografica, l’obiettivo del corso sarà quello di accompagnare le studentesse in un processo di applicazione concreta dei principi teorici affrontati nella parte generale, analizzando il loro utilizzo e le loro funzioni nel celebre capolavoro di Carlo Collodi, “Le avventure di Pinocchio”, nell’intento di stimolarle a crearne una nuova ‘traduzione’ in un’opera e in un evento di natura installativo-performativa. I risultati di apprendimento attesi, definiti secondo i parametri europei, esemplificati nei cinque descrittori di Dublino, sono indicati di seguito.

Programma

Il corso è strutturato in due parti: una generale e una monografica; le due parti verranno sviluppate contemporaneamente, indicativamente dedicando due terzi della durata del corso alla prima e un terzi alla seconda. La parte generale prenderà le mosse dalle definizioni di archetipo e delle diverse declinazioni del concetto di simbolo, negli ambiti dell'antropologia culturale, della psicologia e della storia delle religioni. In quest’ottica, ci si soffermerà in particolare sugli studi svolti, nel secolo scorso, da Carl G. Jung (1875-1961) e da Mircea Eliade (1907-1986) e sulle loro teorizzazioni e applicazioni dei concetti di archetipo, rispettivamente negli ambiti psicanalitico e storico-religioso. Gran parte del corso, sarà poi dedicata all’approfondimento degli studi e delle teorie dell’antropologo Gilbert Durand (1921-2012) riguardanti le strutture archetipiche dell'immaginario e la conseguente codificazione di un sistema nel quale sono contemplati tutti i principali ambiti simbolici delle culture umane. Il presupposto fondamentale degli studi di Durand sull’immaginario sta nel fatto che la sua funzione principale sarebbe quella di affrontare l’angoscia del divenire del tempo e dunque dell’inevitabilità della morte. A partire da questa esigenza fondamentale, l’uomo, compreso nella dialettica tra dinamiche ‘interne’ psico-fisiologiche e dinamiche ‘esterne’ antropologico-ambientali, sviluppa un sistema simbolico che può essere declinato in un numero potenzialmente infinito di modi, a partire da alcuni ‘elementi cardine’ ricorrenti, che possono essere chiamati ‘archetipi’. A partire da queste basi, Durand, applicando il metodo comparativo, cerca di delineare una sorta di ‘mappa’ dell’immaginario umano, che tuttavia, più che ricordare la topografia degli ambienti terreni ricorda la natura di quelli celesti, essendo organizzata per unità gruppali e discrete, concettualmente simili alle costellazioni e alle galassie. Contestualmente all’approfondimento dell’opera di Durand – come detto fondata sull'interazione tra i meccanismi di simbolizzazione e l'immaginario umano nei processi psicologici, antropologici e rappresentativi – si prenderanno in esame le forme di espressione artistica che ad essa possono essere riferite, specialmente in riferimento agli ambiti drammaturgico-performativo e figurativo. Particolare attenzione sarà dedicata anche ad alcune forme storiche di simbolizzazione, come gli emblemi, le imprese e i teatri della memoria rinascimentali e il cosiddetto 'teatro del potere' del Cinque e del Seicento, per poi stimolare la riflessione sul fatto che gli equivalenti di alcuni dei meccanismi rappresentativi di quell'epoca continuino ad agire anche sui processi di comunicazione sull'immaginario contemporanei. La parte monografica del corso sarà invece focalizzata sull'applicazione delle teorie e dei concetti appresi in quella generale allo specifico ambito dell'ermeneutica letteraria, analizzando il caso specifico del celeberrimo romanzo di Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio”. Dopo una presentazione generale dell'opera e della figura dell’autore, verranno prese in rassegna le principali letture critiche che sono state prodotte, da un secolo a questa parte, sul personaggio di Pinocchio e sulla sua storia, soffermandosi in particolare su quelle che approfondiscono gli aspetti simbolici e i sottintesi iniziatici che si trovano nel capolavoro collodiano. Contestualmente, si analizzeranno le diverse versioni drammatiche di “Pinocchio” che hanno sviluppato tali aspetti, con l’obiettivo di stimolare le studentesse a utilizzare quanto avranno appreso durante il corso nell’elaborazione del progetto pratico previsto nel programma d’esame. Come detto, questo consisterà nel concepire un progetto di natura installativa/performativa che traduca in esperienza fisica e immersiva il percorso narrativo-drammatico e gli stimoli archetipico-simbolici che informano il libro.

Docenti

Corsi di studio

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