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Studiare all’estero

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Dentro il ciclone: il racconto prende vita

Un progetto degli studenti di Didattica dell'Arte per i Musei

Come può un ciclone diventare per i bambini della Scuola Audiofonetica di Mompiano un'esperienza d'arte?

Sebbene ciclone ed arte sembrino viaggiare su due linee parallele, essi si possono in realtà non solo incontrare, ma anche intrecciare, dando così vita ad emozioni che solo l’attività artistica può suscitare.

Per dare una risposta concreta è sufficiente in realtà fare un salto spazio-temporale per entrare nel magico mondo di Oz. Il celebre racconto di L. Frank Baum accompagna infatti i bambini della scuola dell’infanzia Audiofonetica di Mompiano durante il corso dell'anno, ed è proprio tra le pareti gialle del grande salone della scuola che il ciclone, di cui i piccoli allievi hanno tanto sentito narrare, si è materializzato.

L'idea del ciclone distruttivo che spazza via intere cittadine è diventato nel nostro caso un elemento positivo, il medium necessario che permette alla piccola Dorothy di fuggire dalla noia della realtà per entrare in una dimensione fantastica, in cui incontra nuovi amici e impara ad avere fiducia in se stessa.

Perché dunque non dare ai bambini la possibilità di vivere l'esperienza del ciclone e di farsi trasportare altrove grazie alla fantasia?

Noi studentesse del secondo anno del corso di Pedagogia e didattica dell'arte – accompagnate dal professor Angelo Vigo – abbiamo pensato di rendere il ciclone un luogo reale dentro al quale i bambini sono entrati e hanno vissuto l'esperienza sensoriale in prima persona.

Il progetto è di fatto nato ripensando alle suggestive opere di Micol Assaël, un’artista contemporanea che ricrea all'interno di piccole stanze particolari ambienti, ricchi di stimoli sensoriali che offrono un vero e proprio concentrato di emozioni.

Con qualche pannello e soprattutto con la collaborazione dei bambini e delle maestre della scuola Audiofonetica, abbiamo ricreato una stanza-ciclone all'interno della quale, grazie ai suoni riproposti da casse-audio e dal vento generato da alcuni ventilatori, i giovani allievi hanno sperimentato l'esperienza vissuta dalla giovane protagonista.

I bambini, però, non hanno solo avuto la possibilità di accedere al ciclone, con il carboncino e con la tecnica dei libretti pop-up ciascuno di loro ha costruito un mini-ciclone da portare a casa come ricordo della giornata.

A giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione del laboratorio sono stati una serie di elementi didattici: il forte impatto visivo del grande ciclone realizzato collettivamente con l'uso di tempere e spugne, l'azione sensoriale dei ventilatori e dei file multimediali, la motricità caratteristica del turbinio del vento, ma soprattutto la metaforizzazione del ciclone che ha permesso ai bambini di viaggiare con la fantasia fino al Magico mondo di Oz, sentendosi finalmente protagonisti del racconto.

L’esperienza d'arte è quindi stata di carattere immersivo e strettamente personale, frutto di una collaborazione sinergica.

Noi studentesse abbiamo dato ai bambini l'occasione di vivere il prodotto artistico, ma sono stati di fatto loro, attraverso la fantasia e l'immaginazione, ad aver accettato e di conseguenza completato l'opera, rendendola un'opera d'arte.

Contributo di: Francesca Bresciani

 

Corsi associati al progetto

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