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Studiare all’estero

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Il progetto #inprimalinea

Coinvolti i ragazzi del Biennio di Grafica e Comunicazione e del Triennio di Grafica

Una breve introduzione al progetto #inprimalinea

Desidero affidare alle parole di una mia studentessa, Paola Vivaldi, la narrazione del progetto #inprimalinea con il quale mi proponevo insieme agli studenti di ringraziare il personale sanitario, sociosanitario e i volontari, senza ideologia e senza dati. Un semplice grazie di cuore. 

Ho inserito tale studio nella didattica dell’intero corso di laurea in Grafica e Comunicazione - del quale sono coordinatore - nella prospettiva di tradurre l’imprevisto nell’occasione di riflettere in modo sperimentale sulla dimensione storica e antropologica della civiltà oggi, attraverso la lente della cultura visuale. 

Questo ci ha trasformati in una sorta di ‘comunità di pratica’. Tutti quelli che insegnano nell’ambito accademico e universitario con la passione di un maestro, sanno che gli studenti sono una sorta di parafrasi di quell’idea antica secondo la quale ‘la realtà supera la fantasia’. La realtà, il solo punto di partenza per creare, anche e soprattutto ora, in questo istante storico, dove siamo costretti ad una specie di ‘umanesimo tecnologico forzato’ donde la casa è (talvolta) la sola icona, la soglia, la dimora e il simulacro. […] 

Prof. Massimo Tantardini

Il progetto #inprimalinea. La didattica migliore non può rimanere intrappolata in un programma prestabilito. 

Appare superfluo dichiararlo, quello che stiamo vivendo è un periodo storico senza precedenti, paragonabile forse solamente alle situazioni vissute in tempo di guerra per quanto riguarda le limitazioni della libertà, la paura e l’ansia della popolazione, l’emergenza e la quantità di vittime. 

E la comunicazione? L’Italia ha affrontato due guerre nel corso del Novecento, ma a quei tempi la comunicazione proveniva quasi esclusivamente dallo Stato stesso o dalle alte cariche, i mezzi erano pochi (stampa, radio e più tardi la televisione) e i messaggi trasmessi non avevano la libertà che intendiamo oggi. Ma nel 2020 ci troviamo in una situazione completamente diversa, chiunque ha strumenti e libertà per creare la propria comunicazione, per dire la propria opinione non solo a chi gli è vicino, ma al mondo intero. E non si parla solo di discorsi testuali, anzi ci troviamo nell’era delle immagini dove tutto è schermo, gli stimoli visivi sono fin troppi, il consumo è individuale e scoordinato e ogni giorno siamo costretti ad immagazzinare migliaia di nuovi frame

Questo periodo lo sta dimostrando al 100%, ognuno sente il diritto di comunicare, soprattutto tramite immagini, quello che pensa e prova, e tenta di veicolare le informazioni che crede siano corrette; quale è il risultato? Siamo circondati da comunicazione, spesso con informazioni sbagliate, spesso visivamente poco gradevole e a volte dannosa. 

Cosa possono e devono fare quindi le persone che lavorano nella comunicazione?
Questa è la domanda che il professor Massimo Tantardini, coordinatore del corso di laurea in Grafica e Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia, ha rivolto agli studenti del biennio specialistico, quasi come fosse una provocazione e allo stesso modo uno spunto di riflessione. La risposta degli studenti ha confermato quello che il professore già sosteneva: un grafico, un designer, un comunicatore non può e non deve “tacere” in un periodo come questo, perché ha la possibilità di fare moltissimo. 

“Noi possiamo semplificare. Semplificare (che non è sinonimo di ridurre) è una delle straordinarie opportunità di sviluppo della progettazione grafica e del design visuale, oggi e nel futuro” ha scritto il professor Tantardini nel primo messaggio sul tema rivolto alla classe. 

La prima lezione online di Fenomenologia dell’immagine, svolta in data 20 marzo, ha trattato quindi l’argomento più attuale, dimostrando innanzitutto quanto la didattica migliore non possa rimanere intrappolata in un programma prestabilito, risultando cieca nei confronti di quello che succede nel mondo al di fuori dell’istituzione scolastica.

Utilizzando le piattaforme virtuali e la ormai famosa modalità della “lezione online”, la classe del primo anno del biennio specialistico si è trovata a parlare, in tempi ancora lontani dalle molteplici restrizioni che si sono pian piano aggiunte e dai tragici sviluppi della situazione, di come creare del materiale comunicativo valido, chiaro e “potente” (inteso come capacità di arrivare al pubblico senza confondersi nelle migliaia di immagini già presenti) che trattasse il tema del Coronavirus. Durante questo primo incontro è subito apparso chiaro a tutti che una vera e propria necessità riguardava il messaggio di ringraziamento rivolto al personale sanitario che stava, e ancora continua a farlo, lottando per salvare vite mentre rinuncia alla propria serenità, raggiungendo il punto più alto di quella che si può chiamare dedizione al lavoro.

Questo messaggio è ancora più sentito da chi, come la maggior parte degli studenti dell’Accademia SantaGiulia, vive nel territorio bresciano o lombardo, l’area più colpita da questo virus.

Decidendo di realizzare un visual che potesse essere declinato principalmente nel formato manifesto e post per i social, la classe ha, insieme al professor Tantardini, ragionato su quale potesse essere uno slogan o headline da inserire negli elaborati. 
Il personale sanitario aveva già guadagnato gli appellativi di “eroi” “angeli” e altri simili, ma considerato che i medici per primi sentono di non compiere gesta eroiche, seppur straordinarie, ma di svolgere il proprio lavoro come promesso con il giuramento d’Ippocrate, sembrava più opportuno rivolgersi a queste figure come ad una “prima linea” impegnata a combattere un nemico davvero agguerrito.

È nato cosi il progetto #inprimalinea, una serie di proposte visuali che esprimono ,con illustrazioni o elaborazioni grafiche di altro tipo, il grazie degli studenti di Comunicazione, che si fanno portavoce di tutta la popolazione. 

Il progetto è stato sviluppato e ragionato concettualmente all’interno del biennio specialistico, che per sua natura formativa si occupa in modo approfondito dello studio delle basi teoriche e culturali di qualsiasi piano comunicativo e della dimensione visuale della cultura sociale, ma è stato poi esteso anche al Triennio di Grafica (corso di laurea di I livello), che lo ha interpretato e restituito dal punto di vista della realizzazione pratica.

Si è arrivati così ad ottenere più di 400 proposte visuali sul tema, che il professor Tantardini, aiutato da alcuni studenti del secondo anno del biennio specialistico, ha provveduto a riordinare, selezionando quelle più efficaci.

Concludo citando il professore stesso quando afferma che “il resto di questa storia non possiamo ancora narrarlo, la stiamo vivendo, scrivendo; anzi, per dirla con il nostro linguaggio, la stiamo percependo e visualizzando…”.

di Paola Vivaldi, Studentessa del II anno del biennio specialistico in Grafica e Comunicazione

Segue la Gallery con una selezione di progetti realizzati.

Corsi associati al progetto

Galleria Immagini

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