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ACME Art Lab

Progetto di tesi di Alessia Belotti, Camilla Remondina e Melania Raimondi

Tutto inizia un pomeriggio di agosto 2018: “Perchè non ci chiamiamo ACME?”

L’avventura di ACME Art Lab è cominciata così, tre studentesse di Didattica dell’Arte per i Musei, Alessia Belotti, Camilla Remondina e Melania Raimondi, unite per fronteggiare l’impegno della tesi di laurea triennale.

  • ACME Art Lab è un collettivo curatoriale che ha come obiettivo portare l’arte contemporanea e giovani artisti emergenti e non a Brescia, con proposte fresche ed inedite e, su questa linea, abbiamo fatto nostro il progetto.
  • ACME Art Lab è anche un progetto espositivo che ha coinvolto 4 artisti di livello internazionale: Antonio Scaccabarozzi, Francesca Pasquali, Laura Renna e Silvia Inselvini che hanno dialogato per la prima volta a Brescia in due sedi storiche della città: Spazio contemporanea, in corsetto Sant’Agata, e il Bunker intitolato a Vittorio Arrigoni, in via Odorici.

Ognuna di noi si è concentrata su un tema in particolare e, rispetto a questo, ha sviluppato un progetto espositivo e didattico ad hoc per gli spazi e per gli artisti scelti:
 

  1. Geminantis presso Spazio contemporanea, progetto di tesi di Melania Raimondi

    Geminantis significa reiterante, ma anche aggiungere, raddoppiare, sommare, integrare. Geminantis vuole concentrarsi sull’identità del singolo artista, ponendo l’accento sull’importanza dell’idea, dell’ispirazione e del processo che porta alla nascita dell’opera d’arte. 

    Un dialogo quindi tra due artiste, Laura Renna (San Pietro Vernotico, 1971) e Silvia Inselvini (Brescia, 1987), ex studentessa dell’Accademia SantaGiulia, che affronta il tema dell’arte come processo, fisico e mentale, spesso nascosto all’osservatore e, ancora più spesso, tenuto gelosamente segreto come un rituale intimo e personale che l’artista intraprende per arrivare ad esprimere se stesso ed il suo modo e per rapportarsi al mondo “esterno”. A questo aspetto si aggiungono anche gli elementi dell’identità e della metodicità, fondamentali per i significati delle opere esposte. 

     
  2. Transient presso Spazio contemporanea, progetto di tesi di Camilla Remondina
    
Transient intende riflettere sul ruolo fondamentale che hanno luce e aria su alcune opere contemporanee, soprattutto quelle realizzate con materiali plastici, all’interno dell’ambiente espositivo e per questo è stato preso in considerazione il lavoro dell’artista Antonio Scaccabarozzi (Merate, 1936 - Santa Maria Hoè, 2008). Tali elementi non solo influiscono sull’opera, ma diventano essi stessi parte della composizione artistica. 


    L’artista può creare un oggetto nel proprio studio pensandolo e vedendolo in un determinato modo, ma, una volta allestito, ogni sala espositiva dà il suo contributo alla resa finale del lavoro grazie alle proprie caratteristiche uniche e irriproducibili. La particolarità che caratterizza tutti questi fattori è l’imprevedibilità, infatti essi cambiano continuamente a seconda dell’ora, del clima e della stagione, trasformando così l’aspetto dell’opera in ogni momento. 

     
  3. Contaminazioni presso il Bunker, progetto di tesi di Alessia Belotti

    Il progetto espositivo, dedicato a Francesca Pasquali (Bologna, 1980), intende affrontare tre temi fondamentali dell’opera dell’artista: l’utilizzo di materiali di riciclo plastico-industriali, che da sempre caratterizzano i suoi lavori, le grandi installazioni site- specific che l’artista realizza ad hoc, adattando i materiali agli spazi espositivi, e il rapporto che le opere creano con i visitatori, protagonisti attivi all’interno del percorso. 

    
In occasione della mostra, l’artista ha invaso letteralmente i due corridoi del Bunker, presentando in uno di questi l’installazione immersiva Camminando/Contaminando, realizzata nel 2010 e formata da circa 45 metri cubi di polistirolo espanso in palline: una meravigliosa situazione di forte coinvolgimento per il pubblico, chiamato ad attivarla con la propria interazione. Il percorso espositivo era invaso inoltre da Bozzoli, fili di poliuretano espanso, intrecciati e avvolti personalmente dall’artista, adattandoli allo spazio espositivo. Le opere assumono connotazioni naturali, vegetali e animali, e dimostrano come il gesto creativo può donare ai materiali plastici una nuova vita, in costante metamorfosi.


Questi tre progetti hanno preso vita dal 16 marzo al 14 aprile 2019 rientrando nella manifestazione artistica Meccaniche della Meraviglia 13 insieme ad altri spazi storici e ad artisti internazionali.

Durante il periodo di apertura abbiamo tenuto vive le mostre grazie a diversi eventi tra cui visite guidate e laboratori didattici e grazie a eventi in collaborazione con altre realtà bresciane, come quello del 12 aprile in collaborazione con WOWomen Festival.

Questo progetto è stato il primo passo per entrare nel mondo dell’arte contemporanea e della curatela e lavoreremo per portarlo avanti e migliorarlo sempre di più facendo tesoro di tutte quelle competenze e conoscenze che acquisiamo ogni giorno.

ACME è la fabbrica immaginaria nell’universo dei Looney Tunes. 

ACME deriva dal greco ακμή che significa “eccellenza”. 

ACME è un acronimo utilizzato negli anni Venti dalle aziende americane per comparire nelle prime pagine degli appena nati elenchi telefonici e significava: A Company Making Everything.
ACME siamo noi! A per Alessia, C per Camilla e ME per Melania.


Contributo di: Melania Raimondi - #TeamDidattica

Corsi associati al progetto

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