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Mostra di Arte Contemporanea «Guidami Tu. Luce Gentile»

Le opere degli studenti di Pittura, Scultura e Arti Visive Contemporanee in mostra al Museo Diocesano

Accademia SantaGiulia
20/12/19

«Guidami Tu. Luce Gentile» di San John Henry Newman è il punto di partenza per la realizzazione della mostra di opere pittoriche e scultoree rimasta attiva dal 20 dicembre 2019 al 10 gennaio 2020 presso il Museo Diocesano di Brescia.
La mostra, organizzata dal Movimento Cristiano Lavoratori e curata dai Coordinatori Prof. Paolo Sacchini e Prof.ssa Ilaria Bignotti della Scuola di Arti Visive Contemporanee, ha visto la partecipazione degli studenti del III anno di Pittura e Scultura e del II anno del biennio specialistico di Arti Visive Contemporanee


Di seguito la descirizione delle singole opere esposte.

Luce del mattino Luce invernale - Luce crepuscolare di Stefano Riboli - 2019
Attraverso un gioco compositivo l’opera crea dei paesaggi caratterizzati dalla presenza di elementi dalle forme semplici, in cui vi è un riferimento al mondo dei bambini e alla loro capacità di astrarre dal reale mediante degli oggetti. La luce è intesa come presenza che permea la realtà, difatti essa è la base su cui le ombre vengono dipinte, considerando quindi l’ombra come un’assenza di luce.Tramite lievi contrasti luministici le forme si delineano, sottolineando la loro presenza fisica nello spazio, ma al contempo il paesaggio assume una dimensione astratta, grazie alla scelta cromatica e ai contrasti di dimensione tra i vari oggetti.

Senza Titolo di Michele Morosini - 2019
Le fotografie fanno parte di un più ampio ciclo di lavori che indaga la luce delle candele, per antonomasia simbolo della spiritualità e del raccoglimento, ma anche della consumazione del tempo e delle cose; nella ripetizione e moltiplicazione della candela, vista da diverse angolature, si vuole però anche far riflettere sulla riduzione del valore spirituale del simbolo in icona consumistica e popolare della candela durante i momenti di festività natalizia.

Convinzioni radicate di Valentina Regola - 2019
Due tele monocrome della stessa dimensione esprimono il contrasto fra le convinzioni degli uomini quando esse si radicano nella mente come una rigida presa di posizione moralistica. Queste convinzioni non permettono di trovare un punto d’incontro con i propri simili e di crescere come esseri coscienti. In un’ottica di ferma fiducia nel cambiamento, l’artista identifica invece nella foglia d’argento, congiunzione simbolica delle due tele, uno spiraglio di luce nel buio, un punto d’incontro e di dialogo tra esseri umani. La luce si rivela attraverso il materiale argentato alludendo alla speranza di una possibile comunicazione tra sfere opposte.

Nella Nebbia di Giovanni Rossi - 2019
La nebbia ha la capacità di nascondere o meglio di rendere invisibile ciò che prima della sua venuta era visibile. La nebbia è capace di accogliere nella sua impalpabile consistenza la luce. Una presenza luminosa silente e diffusa, che ci invita e ci guida all’interno di una superficie senza confini spaziali. Attraverso un procedimento puramente concettuale, dopo aver fotografato la nebbia, si immagina la sua avanzata all’interno dell’opera Il viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich che nasconderebbe, così, l’intera scena rappresentata sulla tela romantica. Ormai l’occhio del viandante coincide con l’occhio dello spettatore: è lui quell’uomo di spalle che scruta la nebbia; questa volta è lui che deve guardare oltre e lasciarsi interrogare dall’infinito e da quella Luce che si nasconde al suo interno.

Bianco quanto basta di Giovanni Rossi - 2019
Il concetto di vuoto viene spesso associato all’idea di assenza. Attraverso la creazione di una composizione apparentemente aniconica, la presenza di un crocifisso bianco spezza, mediante la sua tridimensionalità, la monotonia bidimensionale della superficie del muro, alludendo all’avvento di Cristo che, chiamato dal Padre ad essere Luce per il mondo, trasforma la nostra quotidianità. Lo spazio si fa luce, grazie anche all’intensità cromatica del bianco, invitando al silenzio e alla raccoglimento.

Itself di Chadi Reda - 2019
Il dipinto indaga il rapporto tra uomo e natura. L’uomo è composto, come il creato che lo circonda, della stessa materia proveniente dall’esplosione di stelle morenti; eppure come può essere che, sebbene composti da materia simile, i due soggetti siano tanto diversi? La luce delle stelle ispira l’uomo che la contempla e rappresenta la possibilità che, da qualche parte, esistano altri esseri che si pongono le sue stesse domande circa la loro provenienza. La luce ispira l’uomo, ma altrettanto lo illumina. Una luce illuminista che ha segnato l’avvio del progresso scientifico e del pensiero critico permette all’uomo di dare risposte, parziali e mai concluse, alle sue domande esistenziali, che rimangono spalancate sull’infinito.

Tre opere Senza Titolo di Cecilia Galli - 2019
Le figure sono rappresentate in uno stato di solitudine, sia fisica che interiore. La loro identità viene storpiata da elementi che agiscono sul volto come ombre o macchie nere, impedendo qualsiasi forma di espressione: la figura rimane assorta, sospesa in un silenzio che non comunica nulla, oppure distorta: lo sfondo agisce attivamente sul soggetto astraendolo dalla realtà e proiettandolo in un altrove indefinito dove incombe un’ombra che ne divora le parti. Lo scarto tra ombre e luci modella i volti, che dalle tenebre dello sfondo, si mostrano assorti. La luce, rafforzata anche attraverso l’uso del colore oro, si contrappone al buio avvolgente che annega le figure. Evidenziandone solo in parte le superfici, sembra quasi che la luce doni a queste figure la possibilità di chiedere aiuto.

The wall di Andrea Cigala - 2019
La figura ritratta, seduta in posa meditativa e malinconica, è investita da un’aura luminosa che stempera la cupezza dell’ambiente alle spalle del soggetto stesso. Luce come principio chiarificatore del pensiero, che attraverso la fase meditativa e contemplativa fa emergere la risposta alle domande dell’uomo.

Due opere dal titolo Emergere di Giulia Zapparoli - 2019
Nei due dipinti la luce ha un ruolo fondamentale. L’utilizzo di elementi materici come la sabbia crea un effetto di sgretolamento della figura che sembra voler emergere dalla superficie piatta della tela e prendere forma. Questi volti sono investiti da una luce metafisica, spirituale, che li sottrae dall’ombra; il momento intenso di passaggio dallo scuro al chiaro, dall’oscurità alla luce è racchiuso nei dipinti. Luce che salva, che rivela una realtà vicina che esiste ed è sempre presente. La scelta è sempre possibile, sta all’uomo decidere se compiere questo passaggio di scoperta verso una dimensione nuova; così la luce diventa guida. Essa rende possibile l’identificazione dei volumi dei volti in tutta la loro matericità e fisicità; questi contrastano con la parte chiara del dipinto, più “leggera”; la luce si libera dalla forma, affermandosi nel suo essere solamente luce.

Anemos di Andrea Previtali - 2018
Opera che mostra il dialogo armonioso tra la trascendenza e l’immanenza. La scultura è realizzata in alabastro, materiale che ha la proprietà fisica e visiva di essere semitrasparente, facendo sì che la luce possa trapassare e mutare la forma a seconda dello spazio in cui sia inserita. La luce purifica e rigenera spiritualmente corpo e anima dell’uomo, teso in una costante necessità di rinascita.

Midolla di Tiziano Ronchi - 2019
«I’sto rinchiuso come la midolla
da la sua scorza, qua pover e solo,
come spirto legato in un’ampolla»
(Michelangelo, Rime/267)

Come midollo pulsante, la cera si accende e si spegne all’interno delle vertebra lignea che la sostiene e fortifica. Tale linfa vitale, che rappresenta l’uomo, scorre e pulsa all’interno del guscio naturale dando vita ad un organismo perfetto. La luce dei led, modulata sul ritmo del suono del battito cardiaco che rappresenta l’uomo, simboleggia lo Spirito che, insieme alla vertebra lignea di Madre Natura, permette all’essere umano di fortificarsi e vivere in modo pieno e armonico.

Luz Pulsante di Tiziano Ronchi - 2019
Uomo e Natura, rappresentati da un “inaridito” cuore d’argilla e da un elemento ligneo semi-arso, vengono rischiarati dalla luce dello Spirito, evocata da un fascio luminoso bianco. La Luce crea una fluida patina rigenerante, restituendo vitalità e bellezza ai due elementi che appaiono corrosi ed in parte disgregati. Tale stato di semi sfaldamento allude ai contrasti contemporanei tra Uomo e Natura, che si esplicano sia a livello ambientale, sia in termini morali. Il flusso luminoso dello Spirito permette ad entrambi di rigenerarsi e purificarsi, ritornando ad un rapporto armonico, essenziale ed elevato.

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